Teatro San Carlo, i tre Soprani cantano per la Serao

di Donatella Longobardi

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Tre soprani campani, tre voci mai ascoltate tutte insieme fino ad ora. Rosa Feola, Carmen Giannattasio e Maria Grazia Schiavo sono le protagoniste musicali della serata del Premio Serao al San Carlo, un teatro dove cantano spesso e dove ora tornano col piacere di sentirsi a casa. Il riconoscimento, che da quest'anno ha l'Alto Patronato del presidente della Repubblica, sarà consegnato lunedì prossimo,28 maggio, nel corso di un gala-spettacolo dedicato alle eccellenze femminili con la partecipazione anche di Carolina Rosi e Lina Sastri. Nell'occasione, con la premiazione della vincitrice, la scrittrice iraniana Azar Nafisi, sarà presentata anche la nuova grafica del quotidiano.

«E in più siamo anche amiche», racconta la Feola reduce da un successo personale nei panni di Norina nel «Don Pasquale» alla Scala con la discussa regia di Livermore. Difficile trovare un'opera adatta contemporaneamente alle caratteristiche vocali di Rosa, Carmen e Maria Grazia, ma Feola e Schiavo sono state insieme nel «Don Giovanni» al Regio di Torino, mentre Giannattasio e Feola hanno condiviso una tournée della Scala in Kazakistan come allegre comari di «Falstaff».

E ora eccole pronte a calcare il palcoscenico in un concerto che rimanda al femminile l'esperienza dei Tre Tenori, Pavarotti, Domingo e Carreras tutto giocato sulle melodie di Verdi e Puccini. «Condividere la scena è un onore, ci legano l'arte e le radici, il senso di appartenenza a una terra e a una cultura musicale antica», nota la Feola, casertana, lanciata dal concorso Operalia di Domingo nel 2010 e l'anno dopo da Muti al Festival di Pentecoste a Salisburgo in «I due Figaro» di Mercadante. Da allora una fulminante carriera in tutti i maggiori teatri e il prossimo anno il debutto al Metropolitan di New York nel «Rigoletto» nei panni di Gilda. Uno dei ruoli da soprano lirico che più caratterizzano la sua attività anche se recentemente il suo repertorio s'è aperto al belcanto con «Lucia» e «Sonnambula». «Poi chissà, vedremo dove mi portano le possibilità vocali e le offerte dei teatri», dice il soprano che nonostante il lavoro in giro per il mondo non ha mai lasciato la casa di San Nicola la Strada dove vive con il marito, il baritono Sergio Vitale. «Devo molto a lui, è il mio più fidato consigliere insieme con mio fratello Carlo che pure è baritono, ma devo tantissimo a Muti che mi ha forgiata e a Renata Scotto che ho seguito nei corsi dell'Opera Studio».
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Martedì 22 Maggio 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 22-05-2018 07:00
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