La vedova De Filippo: «Il mio Luigi? Una vita per il teatro e Napoli»

di Luciano Giannini

Napoletana, di famiglia beneventana; più giovane di 24 anni; laureata in Legge; un posto al Banco di Napoli dei Parioli. In quell'agenzia, nell'88, l'incontro con Luigi De Filippo, che le cambiò la vita: «Per poco non abbiamo festeggiato i 30 anni di unione», dice Laura Tibaldi, terza moglie dell'attore e regista e autore morto sabato a 87 anni.

Laura, che cosa l'ha portato alla fine?
«Soffriva alla colonna vertebrale. Si era operato, e camminava, anche se a fatica. A ucciderlo è stata una polmonite contratta tre anni fa, curata male. Quando si è riaccesa, ha trovato un corpo troppo fragile».

Nell'88 che cosa la colpì di Luigi?
«Gli occhi... la riservatezza. Non ha mai sfruttato il suo cognome. Ci ha uniti la passione per il teatro. Un giorno, in banca, consultavo i tamburini. Lui si avvicinò: Le piace il teatro?. Moltissimo. E mi invitò al Parioli. Ci andai giorni dopo. Recitava Come finì don Ferdinando Ruoppolo, di Peppino. In platea capii chi era: un attore eccellente, che non imitava né il padre, né lo zio. Ci vedemmo, in banca. Perché non è venuta in camerino?; Non volevo disturbare; Lei non disturba mai. E mi disse che avrebbe portato a Benevento Pulcinella a modo mio. Mi invitò. Io ero separata, con un figlio piccolo. Anche lui ero solo; la moglie, Nicole Tessier, era morta poco prima del loro divorzio. Presi il bambino e andai. Mi portò a cena. A novembre '88 nacque la nostra storia».

Il palcoscenico, passione comune.
«Sì. La sua si orientava verso il grande teatro di tradizione, quello di famiglia. Il teatro era tutto, la scoperta ogni sera di un pubblico diverso; il piacere di essere non Peppino, non Eduardo, ma Luigi».

Quale è stata la sua lezione?
«Affrontare la vita a testa alta; credere che verrà un giorno migliore; non dar credito alle chiacchiere; agire con onestà, non sgomitare».

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Mercoledì 4 Aprile 2018, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 04-04-2018 08:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-04-04 17:41:50
eddielosvelto(!?) cosa sai tu di teatro; che parli a vanvera?
2018-05-16 15:36:45
ma di quale teatro parli? Luigi de filippo? ma chi è sta Cuccurullo?
2018-04-04 16:20:28
"A Coperchia e' caduta una stella" ... e chi non la conosce? figurati il resto
2018-04-04 15:26:30
Luigi , la prima volta che vidi : A Coperchia e' caduta una stella.......chi si dimentica ....e quella volta al Diana apristi la farsa con una battuta fragorosa che scaldo' subito il pubblico....eppoi , Cavallo....Cavallo sono !!....eppoi il commissario in una serie televisiva ....Attore di Razza , Nato Attore......eppoi , eppoi.....Napoletano !.....
2018-04-04 09:50:02
una vita per il teatro? non cene abbiamo accorti. Ma cà scritto? io non ne so nemmanco una di commedia di Luigi de Filippo. quello andava avanti perché era nipote di Eduardo senò non sene accorgeva nessuno di lui. umanamente dispiace ma a finale chi era sta Cuccurullo ?

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