Le baby gang? Noi Kolors
le abbiamo scoperte a Milano

Stash dei Kolors
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di Stash

Ci risiamo, stasera seconda puntata all'Ariston, intanto sembra che le radio abbiamo scelto The Kolors tra i loro favoriti: «Frida (mai mai mai mai)» è tra i due-tre brani più suonati di questi giorni, e mi sembra un traguardo non da poco. Anche perché mi sembra che ne abbiamo già superato anche un altro, staccandoci di dosso l'etichetta di figli del talent: anche la critica si è accorta di noi, non ci guarda più con snobismo, iniziano a capire chi siamo, chi sono io, un ragazzo a cui papà ha messo una chitarra in mano per la per la prima volta a sei anni.

Da fan, intanto, ieri mi sono goduto Elio e le Storie Tese con quel po' di tristezza che c'è sempre in un addio, anche se, stando in una band, capisco che se qualcosa non va più è meglio prenderne atto, piuttosto che fingere. Con gli Eelst ci sentiamo davvero vicini: hanno fatto la gavetta come noi alle Scimmie, un locale di Milano, sia pur in altri anni. E, poi, Sergio Conforti è un amico, un maestro, ha firmato il nostro primissimo disco, prima ancora di «Amici».
Sempre da fan, mi godo le coccole di Ornella Vanoni: ogni volta che mi vede mi abbraccia, mi bacia, mi tocca il ciuffo, mi dice che le ricordo il nipote. La prima volta che l'ho incontrata, quando abbiamo fatto la foto di gruppo per la copertina di «Sorrisi e canzoni», c'era anche mio padre. Quando lei mi ha salutato con affetto e entusiasmo lui è venuto da me con gli occhi che brillavano: «Anto', ti ha abbracciato la Vanoni, si' gruosso davvero, allora».
Intanto qui ci chiedono delle baby gang, come se fossero una roba napoletana: noi ne abbiamo scoperto l'esistenza a Milano, in via Cavour. A Napoli ci sono ragazzi a rischio, che vivono nella zona grigia, o in quella criminale, come in tutte le grandi metropoli del mondo. Ma poi ci sono autori di hit come Davide Petrella, c'è il fenomeno Liberato: ecco, questa è la gioventù partenopea, i ragazzi che studiano alla Apple e inventano le app del futuro. Noi? Ci manca la città, ci manca anche l'energia che c'era una decina di anni fa sul fronte delle band, fare rap chiusi nella propria cameretta non è la stessa cosa che creare musica in un club.
Giovedì 8 Febbraio 2018, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 08-02-2018 12:19
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1 di 1 commenti presenti
2018-02-08 13:36:12
Con la loro presenza, in un festival "quasi piatto" ,(a parte qualche eccezione )hanno dato quel "tocco" ,quasi a "riecheggiare" , con i dovuti "distinguo",la spettacolare esibizione degli Showmen nel 1969 !

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