#Puortamecute, il ritorno di Valerio Jovine: «Io, i giovani e le periferie»

di Veronica Bencivenga

Reggae o soul Trap poco importa, l’importante è che le canzoni abbiamo qualcosa da dire e storie importanti da raccontare. È questa la ‘filosofia’ musicale di Valerio Jovine che, con il suo ultimo singolo #Puortamecute, si lascia andare a nuove sperimentazioni vocali e melodiche fondendo i due generi musicali che gli sono più vicini. Il primo, il reggae, è il suo vero e proprio marchio di fabbrica, quello che ha portato la sua band, Jovine, a caratterizzarsi sulla scena artistica napoletana e internazionale. Un mix sapiente di note dove Napoli e Kingston si fondono annullando barriere culturali, temporali e spaziali. Il secondo, la trap, il segno di una evoluzione artistica al passo con i tempi.
 

Il nuovo singolo, raccontaa Valerio Jovine, «nasce dalla solita necessità di scrivere canzoni che abbiano un senso. Il singolo nasce in un momento particolare della mia carriera, nasce dopo 8 album, nasce dopo la collaborazione coi 99 Posse, dopo la trasmissione The Voice, nasce per tornare a fare quello che ho sempre amato fare: scrivere una canzone che abbia un contenuto. Nel brano, si parla di periferie disagiate e di giovani. Ragazzi che sempre con maggior difficoltà riescono a trovare una collocazione in questa società. La musica può essere un veicolo per raccontare delle storie importanti e #Puortamecute è proprio questo: il racconto della migrazione dei popoli e il racconto dell’accoglienza». 
Giovedì 7 Giugno 2018, 20:26
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