Sanremo un mese dopo:
Gabbani, Bravi e Meta

di ​Federico Vacalebre

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Un mese dopo la gara nella terra dei cachi, l'album più venduto in Italia è «Anime di carta» di Michele Bravi, che a Sanremo 2017 si era piazzato quarto. Alle sue spalle, nella top ten, altri sei reduci dall'Ariston: Samuel è secondo con «Il codice della bellezza», Gigi D'Alessio terzo con «24 febbraio 1967», Ermal Meta quarto - e la settimana scorsa era primo - con «Vietato morire», Fiorella Mannoia ottava con la nuova edizione di «Combattente», Elodie nona con «Tutta colpa mia» e Chiara decima con «Nessun posto è casa mia». Non è tutto oro quello che luccica, attenzione: ormai si vende poco o niente, e poi molti di questi titoli sono appena usciti, non vengono da un mese di tenitura al top. Cosa che vanta, ma solo tra i singoli perché non era preparato all'ipotesi vittoria, il Francesco Gabbani di «Occidentali's karma», già disco di platino e primo tra i singoli più venduti, dove nessun altra canzone reduce da Sanremo brilla, dopo la buona partenza di «Che sia benedetta». Che Festival è stato allora? Chi ha davvero trionfato, chi ha davvero perso?

Il vincitore Gabbani dovrà confermare con l'album che sta completando di essere in grado di andare oltre il ballo dello scimmia e il tormentino a presa rapida venuto a scompaginare un panorama sonico troppo piatto per non acclamarlo come il (quasi) salvatore della patria, e intanto annuncia un lungo tour estivo al via il 19 giugno dal Teatro Romano di Verona per arrivare a Napoli, Arenile di Bagnoli, il 9 settembre; gli ancor più vincitori di lui Conti e De Filippi sono alle prese con il terremoto televisivo prossimo venturo: il tetto dei 240.000 annui ai compensi dei conduttori Rai potrebbe davvero far emigrare il primo verso Mediaset, dove domina ormai incontrastata la seconda, uscita indenne, anzi persino rinvigorita, dalla comparsata tra sorrisi (mesti) e canzoni (ancor più meste)? Per una volta, comunque sia, il verdetto finale collima con le classifiche, di vendita ma anche dell'airplay, dove, oltre a quello di Gabbani, vanno bene i karma radiofonici di Samuel e Meta. E simile consonanza di giudizio dice anche di una certa rottamazione in atto: Al Bano torna per tre concerti con Romina Power, ma ridimensionato in un appeal più da rotocalco che canoro dalla sua stessa decisione di rimettersi in lizza dopo i problemi cardiaci che non gli hanno permesso una performance tonitruante come sempre; Ron riprende la sua battaglia per raccogliere fondi per la Sla con il concerto di questa sera al Dal Verme di Milano, in cui lo affiancheranno Barbarossa, Carboni, Nek, Giusy Ferreri (che al ritorno dalla riviera ha annunciato di essere incinta), Emma, Max Pezzali, Francesco Renga. D'Alessio da mercoledì debutta su Raidue come padrone di casa di «Made in Sud» sperando anche di migliorare il piazzamento in hit parade dell'album con cui ha festeggiato il suo cinquantesimo compleanno. Nessun vincitore, allora?

In realtà ragazzi come Bravi e Meta hanno vinto di sicuro la loro gara: il vincitore del settimo «X Factor» era stato dato per morto dai suoi stessi discografici ed è tornato protagonista, senza nessun particolare riverbero del coming out alla vigilia della kermesse; l'albanese è riuscito a farsi considerare sul serio da pubblico e critica sul fronte di quella nuova canzone d'autore che sta riconquistando la centralità nei gusti dei consumatori, e, paradossalmente, molto lo ha aiutato la raffinatissima cover modugnana di «Amara terra mia» cesellata nella serata delle cover. La Mannoia si rifarà del secondo posto con «Uno, due, tre, Fiorella», show tutto suo in onda su Raiuno il 31 marzo e il 7 aprile. Clementino, Paola Turci e Fabrizio Moro stanno per far uscire i dischi a cui affidano il loro futuro, mentre ridimensionate escono le già claudicanti carriere di Bianca Atzei, Alessio Bernabei, Nesli (qualcuno si ricorda anche di Alice Paba?). Lodovica Comello potrà rifarsi come conduttrice. Senza clamori, la rinnovata Chiara, Elodie e Sergione Sylvestre dovrebbero essere riusciti a liberarsi del pregiudizio che pesa su chi viene dai talent show, come il vincitore tra i Giovani, Lele, con il suo nuovo tatuaggio sul braccio: la scritta «Costruire», il titolo del suo cd, sopra una lampadina al cui interno c'è un mare in tempesta. Lo ritroveremo tra i big del Sanremo 2018 che, per inciso, è ancora senza conduttore, direttore artistico, padre-padrone?

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Dall'archivio, intervista dopo la vittoria
Lunedì 6 Marzo 2017, 11:05 - Ultimo aggiornamento: 06-03-2017 18:35
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