Sanremo: «Tra i Pooh non c'è derby, ma saremo uomini soli»

di Federico Vacalebre

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Per qualcuno sarà la notte dei lunghi coltelli, ma i protagonisti, fedeli al passato comune, la raccontano ben diversamente, con il solito buonismo. Dice Red Canzian: «La gara tra tre ex Pooh può far comodo a Sanremo e divertire il telespettatore, ma credete davvero che, dopo 44 anni, qualcosa - una canzone, una competizione, il Festival - possano mettere davvero me contro Roby. Siamo fratelli, nulla potrà farci litigare»? Concorda Roby Facchinetti: «Con Riccardo Fogli siamo grati a Claudio Baglioni di averci tanto fortemente voluto nel cast del suo Sanremo e felici i trovare all'Ariston l'amico per sempre Red. Anche quando l'irripetibile avventura della band ha avuto termine non sono venuti meno i fortissimi rapporti di amicizia fra noi: in fondo, siamo tutti Pooh per sempre».
Ognuno in fondo però perso per i fatti suoi, canterebbe il corregionale Vasco Rossi: «È vero. Anzi, per dirla con la canzone con cui vincemmo da Pooh all'Ariston nel 1990, stavolta saremo tutti Uomini soli, non potremo appoggiarci l'uno all'altro. Certo, Roby ha Riccardo, ma... sono tutte ripartenze le nostre», conferma Canzian. E Fogli: «La musica non è una gara, perché l'amicizia è anche questo e perché, come capirete a Sanremo bisogna sempre darsi alla vita, per viverla davvero».

Canzian ha appena finito di lavorare all'album che conterrà il pezzo con cui sarà in gara, «Ognuno ha il suo racconto»: «Ne sono entusiasta, si riparte e ad attenderci c'è l'incertezza al posto della sicurezza di prima. Anche se mi concedevo qualche scappatella da solista, poi tornavo alla band/moglie, alla famiglia. Ho fatto un disco moderno, ma alla vecchia maniera, due o tre pezzi sono davvero... ne parleremo a tempo debito».

Qualcuno dice che la coppia Facchinetti/Fogli non avesse voglia di incrociare l'antico compagno di palco, ma Red smentisce categorico: «Con Roby abbiamo completato il pezzo nello stesso studio, io ho ascoltato la canzone che hanno scritto su testo di Pacifico, Il segreto del tempo, loro due la mia. Ma non abbiamo detto nulla l'uno all'altro. C'è pudore in questi ex Pooh che si ritrovano così a stretto contatto. Persino quando ci siamo incrociati nei corridoi dove si decideva il cast di Sanremo, pur sapendo tutto, abbiamo finto di essere capitati in quel posto per caso».
Così vicini così lontani, sono pronti tutti e tre alla pugna: «Ma se la signora della canzone italiana Ornella Vanoni torna all'Ariston a 93 anni sarà perché vuole far ascoltare il suo lavoro e non per la classifica, no? Così noi», riflette il bassista, cosciente che «se siamo qui è anche perché Claudio ha avuto il coraggio di rimettere la musica al centro del Festival. Ha eliminato le eliminazioni: chi ha una storia alle spalle può perdere contro un ragazzo, contro il suono del momento, ci sta, ma non può essere buttato fuori solo per eccitare il voyeurismo del pubblico, come successe a Ron l'anno scorso: è così bello che Rosalino torni quest'anno, con un inedito di Lucio Dalla, poi. Davvero qualcuno pensa che tre ex Pooh siano in gara con il piccolo grande uomo Dalla?». Poi, continua Canzian, «Baglioni ci ha fatto un altro regalo, allungando il tempo a disposizione dei brani da 3 minuti e 15 secondi a quattro minuti: non potevi raccontare una storia, stendere un'emozione, ora lo puoi fare. La canzone soffre se svilita alle leggi delle radio, che sembrano quasi sopportarle a stento, quasi a pensando che disturbino l'ascoltatore dal godersi una pubblicità o uno sketch demenziale».
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Giovedì 21 Dicembre 2017, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 21-12-2017 09:49
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