Rolling Stones, nostalgic rock tra le mura di Lucca. E lo chef ordina un camion di mozzarella di bufala

di Federico Vacalebre

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Pietre (rotolanti) tra pietre (cinque-seicentesche), monumenti tra monumenti, i Rolling Stones dopo il Circo Massimo conquistano anche le mura di Lucca, per Wikipedia il secondo maggior esempio in Europa «di mura costruite secondo i principi della fortificazione alla moderna che si sia conservata completamente integra in una grande città». Lo Stivale della «Grande bellezza» sembra aver compreso la necessità di «usare» meglio i suoi atout, di aggiornare il suo fascino, ammesso che sia un aggiornamento la nostalgia canaglia per i sempreverdi e semprepiùvecchi Glimmer Twins, non parenti ma comunque serpenti: sir Mick Jagger ha 74 anni, che sommati a quelli di Keith Richards, Charlie Watts e Ron Wood fa 293. In fondo, il rock è la prima arte ad essere diventata classica prima del suo tramonto, ad essere sopravvissuta a se stessa.

Classici tra i classici, allora, i magnifici quattro arrivano un po' scamazzati (e Wood con un cancro al polmone), ma sempre in forma e il «No filter tour 2017» varato ad Amburgo mette in pista successi epocali insieme alla voglia di ridipingersi di nuovo di nero, di blues, di Chess sound. «Paint it black» non dovrebbe mancare tra l'incipit ormai rodato affidato al trittico «Symphaty for the devil», «It's only rock'n'roll (but I like it)» e «Tumbling dice» e i bis egualmente canonici di «Gimme shelter» e «Jumpin' Jack Flash». Ma in mezzo dovrebbe spuntare qualche materiale dall'ultimo disco, quello con la lingua blu(es), «Blue & lonesome», magari «Just your fool» di Buddy Johnson, «Ride em on down» di Eddie Taylor, o quella «Have to see you go» di Little Walter, sfoggiata recentemente allo stadio di Zurigo, dove è spuntata fuori (come nel «Voodoo lounge world tour» del 1995 e poi nel live «Stripped»), anche il capolavoro dylaniano di «Like a rolling stone».

Intorno a loro 55.000-60.000 ex ragazzi, pronti a far finta di rockare e rollare come una volta, a rimpiangere amori e capelli, gli amici andati e gli ideali rinnegati: un tempo il rock fu contro/cultura, oggi è eterno ritorno, amarcord arrugginito, nostalgia canaglia, viagra sentimentale più che trasgressione. A lavorare per l'evento, anche un bel pezzo di Campania, e non solo perché Mimmo D'Alessandro, da Somma Vesuviana, con il suo socio Adolfo Galli firma l'evento. Il catering, se così si può dire, sarà garantito dallo chef stellato Gennaro Esposito della Torre del Saracino, di Vico Equense, «una vera rockstar», spiega D'Alessandro, «che è arrivato qui con uno staff di 30 persone e per oggi ha ordinato un camion di mozzarelle da Battipaglia, mentre pomodori e pane arriveranno dai suoi fornitori doc campani». Mimmo, che dopo David Gilmour e Elton John a Pompei sognava, «e sogno ancora, di poter lavorare vicino alla mia Napoli, dove nel 1981 ho visto per la prima i Rolling Stones e da cui sono dovuto andar via per diventare produttore imparando dal mitico Bernardini della Bussola Domani», si accalora: «Nella nostra regione di location prestigiose adatte per eventi simile ce ne sarebbero centinaia. Ma bisogna volerlo, mettere in campo collaborazioni istituzionali, non soldi. Le professionalità ci sono. A Lucca ci sono almeno 150 campani nella crew, compreso un ragazzo di Somma che ha curato tutta l'impiantistica elettrica. E Pasquale Aumenta, da Sala Consilina, si è occupato delle tribune, degli skybox, delle transenne».

Poi ci sono quelli - quanti? migliaia? - che hanno comprato il biglietto e partiranno stamattina dalla Campania in treno, in macchina, in moto, in aereo: «Il Sole 24 Ore stima un indotto di 26 milioni di euro, io credo che arriveremo a 30, la Regione Toscana ha commissionato uno studio apposta. L'impatto su una cittadina di 95.000 abitanti è forte, non è stato facile convincere la soprintendenza, ci ho messo tre anni, e nemmeno i cittadini, ma... abbiamo riempito gli alberghi e ogni tipo di struttura ricettiva non solo a Lucca, ma a Pisa, Viareggio, Montecatini, fino a Firenze. Anche soltanto a pensare alla tassa di soggiorno... Mi mangio il fegato a pensare che nella mia terra non si riesca ancora ad accendere stabilmente questa luce: serve un cortocircuito positivo. So che tra il pubblico ci sarà Claudio de Magistris, fratello del sindaco napoletano. Spero che si illumini di intenso, come tutti quanti noi».
Sabato 23 Settembre 2017, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 23-09-2017 12:30

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