Nino D'Angelo e Gigi D'Alessio: «Ci volevano nemici ma siamo troppo simili»

di Federico Vacalebre

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I «Figli di un re minore» danno appuntamento all'Arena Flegrea il 21, 22 e 23 giugno.
Gigi D'Alessio: «Iniziamo nel giorno migliore possibile, quello della Festa della musica».
Nino D'Angelo: «Ed è anche il mio compleanno. E il tuo onomastico: uniti nel destino, insomma».

Da tempo i vostri fan aspettavano quest'annuncio. Il web era invaso dai vostri video insieme, si era persino sospettato voleste fare un colpo grosso a Sanremo. Eppure vi si diceva rivali e rivali erano una buona parte delle le vostre tifoserie.
Nino: «Io ho 61 anni, Gigi 51. Veniamo dalla stessa trafila: matrimoni, feste di piazza, successo locale, successo nazionale. Sono stato io a invogliare D'Alessio a cantare, quando era ancora un ragazzino e suonava solo il pianoforte: Ma o ssaje che tiene na bella voce?».
Gigi: «È vero, mi è capitato di accompagnarlo ai suoi primi tempi, quando non era ancora famoso e cantava 'O scippo e cose del genere. Mi spinse a provarci anche come cantante».

Poi, però, si sono rotte e giarretelle.
Nino: «Io sono stato il primo dei neomelodici, poi mi sono spostato verso un altro genere, per suoni e contenuti, ed è arrivato lui. Non c'è stata mai una rottura, forse ci siamo ignorati, forse il pubblico napoletano ha bisogno di rivalità, di tifo da curva».
Gigi: «Tipo Beatles e Rolling Stones, Coppi e Bartali».
Nino: «Dai diciamo tipo Bruni o Murolo, Mario Merola o Pino Mauro. Il bello è che, ritrovandoci dopo vent'anni, abbiamo scoperto che insieme ci divertiamo come dei bambini. Siamo troppo simili, non solo per l'appartenenza alla

Napoli più popolare: le nostre carriere sembrano aver seguito la stessa direzione, registrato gli stessi incontri».
Gigi: «È vero, ci scateniamo a fare la lista delle cose che ci uniscono, da Enzo Malepasso ai film diretti da Ninì Grassia, ai posti dove siamo stati a suonare».
Nino: «Io all'Olympia ci sono stato».
Gigi: «E pure io. E il San Paolo tu l'hai fatto?».
Nino: «Presente».

Si, capito il gioco. Ma quando è svanita la distanza che vi separava umanamente?
Gigi: «L'8 giugno dell'anno scorso D'Angelo mi ha chiamato all'indomani del concertone per Pino Daniele al San Paolo. Hai visto? Non ci siamo né io, né tu, mi ha detto. Ma l'unica assenza che davvero contava era quella del Nero a Metà, abbiamo convenuto, dandoci appuntamento per un caffè».
Nino: «E il caffè è diventato pranzo, e il pranzo cena, e lo spaghetto a vongole una pizza fritta... Ci siamo frequentati come non avevamo mai fatto, tra risate e amarcord».

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Sabato 12 Gennaio 2019, 09:27 - Ultimo aggiornamento: 12-01-2019 16:18
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