Muti: la cultura
ci salverà dalla barbarie

di Donatella Longobardi

«Sarà un Mozart come dev’essere, un Mozart ricco di sfumature, di colori, di nostalgie del Sud». Anche a Kiev Riccardo Muti parla di Napoli. E non solo perché Napoli è la città dove è nato e dove si è formato alla scuola di Vincenzo Vitale, ma perché il progetto Napoli in questo momento è al centro della sua sempre frenetica attività. 
Così, tra il concerto dell’altra sera nella capitale ucraina (replicato stasera a Ravenna dove lo registra Raiuno che lo manderà in onda il 16 luglio), gli impegni a Chicago con la sua grande orchestra americana e il prossimo «Macbeth» a Firenze in forma di concerto dove l’11 luglio si ricorderanno i cinquant’anni dalla sua prima volta al Maggio, il maestro anticipa le tracce del «Così fan tutte» che inaugurerà la prossima stagione del San Carlo, il 25 novembre, con la regia della figlia Chiara. Un evento attesissimo e rarissimo non solo per Napoli, dove Muti non presenta un’opera da 35 anni, ma anche perché è la prima opera in forma scenica da lui diretta in Italia dopo il «Falstaff» di Ravenna di tre anni fa. 
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Martedì 3 Luglio 2018, 09:14
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