Benji e Fede: «Siamo ancora qui
altre giovani star sono scomparse»

Benji e Fede
di Andrea Spinelli

La dura legge del ciuffo non fa prigionieri e così è stata mobilitazione generale per l'arrivo di Benji & Fede alla Feltrinelli Express di Piazza Garibaldi, sabato pomeriggio. «Ma per noi i firmacopie non sono solo autografo e selfie, sono uno scambio di energia», premettono i due sulla strada di Napoli, dove sono attesi per la seconda tappa di quel tour promozionale del nuovo album «Siamo solo noise» (titolo di ispirazione vascorossiana) iniziato ieri dal centro commeciale La Rotonda della loro Modena.
«Siamo solo noise» mostra un'accelerazione in avanti rispetto a «20:05» e «0+» grazie all'abilità di produttori come Takagi & Ketra, Daddy's Groove o Michele Canova. Nessuna paura, tuttavia, anche tra i solchi di questa loro nuova fatica Benjamin Mascolo e Federico Rossi sono esattamente come li vuole il pubblico: «C'è più consapevolezza del passato, tanto sotto il profilo musicale che sotto quello umano; quasi 40 concerti hanno rappresentato un'esperienza molto formativa. Ci siamo chiusi in studio con la determinazione ad esprimere quel che siamo senza pensare ad un pubblico o ad un bacino d'utenza determinato. Chiaro che se poi le canzoni arrivano anche a gente che prima non ci ascoltava ne siamo felici, abbiamo prima scritto le nostre cose e poi ci siamo guardati attorno coinvolgendo anche altri autori come Rocco Hunt, Gazelle, Andrea Nardinocchi, Danti, Walter Ferrari, Federica Abbate».
L'idolo giovanile è merce deperibile, ma Benji & Fede assicurano di voler crescere con il loro pubblico: «Sono ormai anni che facciamo questo mestiere abbiamo già visto diversi fenomeni giovanili arrivare e scomparire, noi siamo ancora qui. I feedback positivi al singolo Buona fortuna» - nel video c'è pure il capitano rossonero Bonucci - ndr - anche da un pubblico che prima non avevamo, ci hanno confortato. Vogliamo andare avanti passo dopo passo, senza accelerazioni. Non faremo sempre canzoni come New York o Non è da te perché ogni disco è figlio del suo tempo. E Siamo solo noise è una foto a fuoco quello che siamo stati nell'ultimo anno».
D'altronde il loro fenomeno è nato su Facebook e su YouTube, non in qualche studio televisivo: «Non venendo dai talent, ma dal web, abbiamo fatto un percorso diverso rispetto a tanti altri fenomeni giovanili e questo non ci fa sentire omologati agli altri artisti giovani approdati alla notorietà grazie al piccolo schermo. Il video di «On demand», un pezzo dell'album, ironizza sul mondo dei talent. «La sceneggiatura prevede che partecipiamo ad un talent e ci escludono. Non vogliamo dire che, nel caso ci fossimo imbarcati in un'impresa del genere, pure nella realtà sarebbe andata così... ma probabilmente sarebbe andata per davvero così».
«Siamo solo noise» si apre spiazzando tutti con un brano, «Da grande» in cui le voci della coppia si affiancano a quelle di bambini del reparto di oncoematologia pediatrica del policlinico di Modena: «A Natale siamo andati a suonare lì spinti dall'idea che con poco avremmo potuto fare tanto per questi bambini, per i loro genitori, ma anche per noi stessi perché s'è rivelata un'esperienza veramente formativa» spiegano Benjamin e Federico. «Non pensavamo che quei bambini fossero dei nostri fans ed è stata una sorpresa scoprire che sapevano ogni parola delle nostre canzoni. Da lì è nata l'idea di renderli partecipi del nostro disco stimolandoli a volare lontano con la speranza tirando fuori quei desideri. Sentir dire dalla voce di una bimba di 5-6 anni che da grande vuol fare la dottoressa per diventare come quella che l'ha salvata è un messaggio forte da indirizzare innanzitutto a chi sta bene per ricordargli che la vita non è scontata e va vissuta con gioia ogni giorno».
 
Domenica 4 Marzo 2018, 15:19
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