Yuljia Mayarchuk è il fantasma di Bianca di Palazzo Spinelli Laurino

di Cristina Cennamo

Si ispira al fantasma di Bianca di Palazzo Spinelli Laurino, al civico 362 di via dei Tribunali a Napoli, il nuovo corto realizzato dal giovane regista Roberto Bontà Polito trasmesso oggi in anteprima nazionale al Cinema Modernissimo.

Il lavoro, che vede l’attrice Yuljia Mayarchuk (Tra(sgre)dire di Tinto Brass, poi La squadra, Distretto di Polizia, Carabinieri, Don Matteo, Il maresciallo Rocca tra le principali partecipazioni) nei panni della protagonista, affiancata da Rosaria D’Urso e Anna De Nitto, prende le mosse dalla leggenda per svilupparsi in un horror che rapisce lo sguardo dello spettatore alternando momenti di tensione ad affreschi sulla vita nel corpo di Napoli, in cui è interamente girato.

La storia narra che anche l’anziana donna malata ha vissuto la tragedia della perdita del figlio, sempre nella stessa stanza, nella quale rifiuta ormai da decenni di entrare, e per questo cerca di avvertire Yuljia, malgrado la sorella cerchi di infonderle fiducia: suo figlio non è al sicuro, Lei è sempre stata là. E c’è anche ora. È vicino a lei, alla culla, vicina a suo figlio. 

Roberto Bontà Polito è un regista giovane ma ha già tanto lavoro alle spalle: al suo attivo, in particolare, «Janara», film del 2015 che ha fatto segnare un ottimo successo di vendite tanto da restare nelle sale per un periodo ben più lungo di quello programmato, anche negli UCI Cinemas di Roma e del Lazio.

«Vogliamo presentare ‘Lei’ – ha affermato Bontà Polito - come cortometraggio ai principali festival internazionali, ma stiamo già lavorando alla sceneggiatura del film. La storia del fantasma di Bianca si presta, infatti, ad un’efficacissima trasposizione cinematografica. Unire poi in chiave horror temi quali l’amore materno, la gelosia, il tradimento, la tragedia della morte e la narrazione del cuore di Napoli siamo certi che genererà una miscela potente in grado di proiettare gli spettatori in un turbinio di sensazioni ed emozioni che rimarranno impresse nella mente. Ci sono diverse major interessate alla produzione, una anche statunitense, ma valuteremo anche proposte che verranno da gruppi italiani laddove ci consentissero di mantenere intatta l’autenticità che vogliamo dare al film».
In una vecchia e sinistra casa napoletana, in un palazzo storico del centro, ecco allora che Yuljia, una giovane donna straniera, viene accolta come badante; la donna porta con sé il figlio neonato e una sola valigia. Ad aprirle la porta un’anziana signora dall’aspetto fiero e misterioso: sua sorella, gravemente malata, ormai quasi dissociata dalla realtà, ha bisogno di essere accudita. 

La stanza di Yuljia sembra essere bloccata nel tempo, piena di vecchi quadri appesi alle pareti, uno specchio coperto, una culla in legno ed un vecchio carillon, polvere accumulata, ma soprattutto sembra custodire un segreto mai svelato: una giovane servetta, secoli prima, vi fu murata viva dalla moglie del marchese, padrone del palazzo, stringendo il proprio bambino in grembo. La marchesa pensava, infatti, che quella creatura fosse il frutto del suo amore con il Nobile marito. Da allora quella Presenza non ha mai lasciato quelle mura alla ricerca di un bambino, del suo bambino. 
Giovedì 30 Novembre 2017, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 16:56
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