Storie inedite in «Terra Bruciata!», la ferocia nazista in Campania

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di Rossella Grasso

La mattina del 1° novembre 1943, a Conca della Campania, un minuscolo borgo della provincia di Caserta, 19 civili vengono trucidati da una pattuglia di militari tedeschi. Un episodio drammatico, una nuova pagina del racconto della Resistenza e della ferocia nazista in Italia di cui si sa poco. Sono episodi come questi i protagonisti di «Terra Bruciata! Il laboratorio italiano della ferocia nazista», un film documentario di Luca Gianfrancesco. Un docufiction che ricostruisce i fatti del dopoguerra in campania e, attraverso le testimonianze dei superstiti e dei parenti delle vittime, vuole far luce su un periodo storico quasi diementicato. Il film uscirà nelle sale in occasione del 25 aprile Festa di Liberazione, una memoria avvincente e commossa, per ricordarci che la Storia del Paese, è del Paese intero. Il film dopo la prima a Roma il 19 aprile, sarà in programmazione a Napoli, dal 23 aprile, al cinema Modernissimo, in numerose sale della regione e nelle principali città italiane.

Graziella Di Gasparro, figlia di uno dei caduti, lotta da anni per tener viva la memoria di quell’eccidio dimenticato. L’assassinio del padre di Graziella fu il terribile epilogo della brutale occupazione del territorio che l’esercito tedesco mise in essere in tutta la Campania centrosettentrionale, a partire dall’8 settembre, data dell’armistizio. Il casertano - primo territorio italiano ad essere dichiarato “Zona di Operazioni” - dovette sperimentare la devastante onda d’urto delle leggi di guerra germaniche che si accanirono contro la popolazione civile. L’esautorazione delle istituzioni, le razzie dei beni di consumo, il rastrellamento e la deportazione degli uomini abili verso i campi di lavoro in Germania - furono circa 21.000 - la devastazione degli impianti produttivi e delle abitazioni civili sono le condizioni nelle quali maturarono le ragioni che diedero vita alle prime azioni di resistenza organizzate dai civili in Italia.
 

Dopo le Quattro Giornate di Napoli, a Riardo, un piccolo centro a pochi chilometri da Capua, una banda Partigiana riesce a scacciare con le armi i tedeschi dalla cittadina. Mentre le istituzioni e gli abitanti di Tora e Piccilli, con il silenzio, salvano una cinquantina di ebrei dalla deportazione. È proprio in risposta a questa insubordinazione, ormai diffusa sul tutto il territorio, che i comandi tedeschi danno libero sfogo ad un inedito campionario di violenze contro la popolazione civile, il primo laboratorio di future violenze che devasteranno il paese. Da qui nasceranno anche alcune delle prime forme di resistenza, ribellione e solidarietà, segni del nostro ‘Secondo Risorgimento’, da cui nascerà l’Italia democratica. La lotta di Graziella di Gasparro, dopo oltre 70 anni dalla strage di Conca, può trovare oggi la sua vendicazione. 

Terra bruciata è una produzione Mediacontents production con il contributo di Comunità Montane Monte Santa Croce e dei comuni di Pietravairano, Teano, Acerra, Presenzano, Caiazzo, Vairano Patenora, Riardo, Tora e Piccilli, Marzano Appio, di EPT Caserta e di Michela Acquaro. Il film è distribuito da Istituto Luce Cinecittà e vede tra gli attori Paola Lavini, Mino Sferra, Arturo Sepe, Antonello Cossia, Lucianna De Falco. 
Lunedì 16 Aprile 2018, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 19:32
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