«Qui rido io», Mario Martone e Toni Servillo riuniti da Eduardo Scarpetta

di Titta Fiore

«Qui rido io», volle che fosse scritto a grandi lettere di metallo su uno dei quattro torrioni della bella villa, squadrata «come un comò sotto e ncoppa», costruita nel punto più incantevole del Vomero. Eduardo Scarpetta a Napoli era un re e quella casa sontuosa doveva essere la sua piccola Versailles. L'aveva battezzata La Santarella, in segno di riconoscente devozione per gli incassi ottenuti con l'omonima commedia. Quel motto, «Qui rido io», indicava che se a teatro era il pubblico a spassarsela, tra le mura di una magione così speciale, baciata da tutte le fortune, toccava al padrone di casa divertirsi. E «Qui rido io» s'intitolerà anche il film che Mario Martone si prepara a girare sul grande attore e commediografo, gran patriarca del teatro napoletano e padre disinvolto dei tre fratelli De Filippo, mai ufficialmente riconosciuti.
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Martedì 6 Novembre 2018, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2018 16:57
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