Il Papa e Ferito a morte: i copioni inediti dell’Oscar Sorrentino

di Titta Fiore

Gli scogli, il mare, un gruppo di ragazzi distesi al sole e il più giovane in piedi, «con le gambe nell’acqua, dedito ai ranci felloni». Il desiderio di una donna «che veleggia altrove», le risate senza pensieri di quell’età in cui tutto sembra possibile... I titoli di testa a caratteri bianchi su fondo nero: il trattamento di «Ferito a morte» come l’aveva immaginato Paolo Sorrentino dopo il successo del suo primo film, «L’uomo in più», alla Mostra di Venezia, quando Mediatrade decise d’investire su di lui.

Quando anche Pedro Almodovar e suo fratello Augustin, s'interessarono da produttori al progetto... Dice il produttore Angelo Curti, anima e memoria di Teatri Uniti: «Paolo mi mandò un messaggino: uno spettro si aggira per l'Europa, poi il film per una serie di motivi, e come spesso accade nel cinema, non si fece, costava dieci miliardi delle vecchie lire, era difficile e a Raffaele La Capria sembrava che cogliesse solo un aspetto di tutto l'impianto narrativo del suo celebre romanzo... Però la sceneggiatura era molto bella, fa immaginare un film che nella parte visiva si può sovrapporre alla Grande bellezza...».

In Vaticano, alle nove del mattino di una domenica qualsiasi, di un anno qualsiasi, un cardinale svizzero corre verso gli appartamenti del Papa seguito da diciotto preti trafelati. Ai piedi del pontefice «un cadavere che ci dà le spalle, disteso per terra in modo ordinato» squarcia «la quiete immacolata» dei luoghi. Non sarà il solo di quei giorni convulsi. In tre settimane, in Vaticano, muoiono avvelenate quattro suore, l'ultima mentre partecipa alla commissione che dovrà decidere chi far cantare davanti al Papa, se i Prodigy «con quel leader che sembra la reincarnazione del demonio», o il più rassicurante Ramazzotti. Il Papa che Sorrentino aveva immaginato per questa storia singolare che, anch'essa, non vide mai la luce, era anziano, malato, con «un braccio sempre tremolante» segnato dai buchi delle iniezioni, pochi capelli bianchi e lo sguardo buono reso «apparentemente feroce» dalla sofferenza. Diversissimo dal personaggio giovane, scattante, imprevedibile interpretato anni dopo da Jude Law in «The Young Pope», eppure nel soggetto di «Il Papa ha il mal di testa» (così s'intitolava) ci sono molte suggestioni che poi ritroveremo in quella serie sorprendente.
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Sabato 30 Giugno 2018, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 30-06-2018 09:43
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