Salemme scatenato: «Vi racconto
i miei primi quarant'anni da ridere»

di Diego Del Pozzo

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Apertura nel segno di Vincenzo Salemme per gli Incontri del cinema di Sorrento, che alle 19 inaugurano la loro trentanovesima edizione (la seconda con la nuova formula monografica sui generi cinematografici) con un appuntamento in programma al chiostro di San Francesco dedicato ai quattro decenni di attività del popolare attore e regista napoletano. «Dal teatro al cinema: 40 anni di commedie» è il titolo dell'incontro condotto da Remigio Truocchio, il direttore artistico di una manifestazione che, dopo il rilancio della scorsa edizione dedicata al genere noir, quest'anno cerca una nuova stabilità e un'ulteriore crescita approfondendo proprio la produzione comedy.
E per declinare le tante forme differenti della commedia cinematografica e televisiva, attraverso un denso cartellone di masterclass, proiezioni, mostre, focus e una vetrina sulle nuove produzioni realizzate in Campania, da oggi a domenica saranno ospiti a Sorrento artisti italiani come Alessandro Siani, Ambra Angiolini, Fausto Brizzi, Riccardo Milani, Ornella Muti, Ivan Cotroneo, Edoardo De Angelis, Nicolas Vaporidis, Pina Turco, Massimiliano Gallo, Cristina Donadio, Lino Guanciale, Miriam Candurro, Alessandro Roja, Simona Tabasco e i comici web del collettivo Casa Surace.

Tra tanti nomi importanti, l'apertura degli Incontri 2017 dedicati alla commedia è stata riservata a lei, Salemme.
«Ne sono onorato e davvero molto felice. Anche perché non mi aspettavo un simile omaggio né l'ho cercato. S'è trattato di un'idea degli organizzatori che ovviamente, ho molto apprezzato».
Se la sente di fare un bilancio dei suoi primi quarant'anni di una carriera artistica che, comunque, è in piena e intensissima attività?
«Il mio bilancio personale è certamente positivo, sia in teatro che al cinema. Sono soddisfatto per i risultati artistici che ho ottenuto, per le esperienze che mi hanno fatto crescere costantemente e, soprattutto, per l'affetto del pubblico, che in tutti questi anni ha sempre continuato a seguirmi con attenzione e fedeltà».
Per quanto riguarda il presente, invece, lei ha terminato da poco di girare un film non appartenente al gemere comedy. Di che si tratta?
«S'intitola Il contagio ed è l'opera seconda dei due giovani registi Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, tratta dal bellissimo romanzo omonimo di Walter Siti. Io interpreto proprio il ruolo di Walter, questo professore omosessuale che fa da narratore dell'intera vicenda, ambientata a Roma tra borgate quasi pasoliniane e il centro borghese. Tra gli altri protagonisti ci sono anche due attori bravissimi come Vinicio Marchioni e Anna Foglietta, con i quali è stato davvero piacevole lavorare».
Il film, sceneggiato dal salernitano Nuccio Siano assieme ai due registi, come il romanzo di Siti dal quale è tratto tocca temi di attualità?
«Fondamentalmente, s'interroga sui rapporti tra il centro e le periferie romane e su come, tra questi due mondi apparentemente lontani, in realtà vi sia un contagio dell'uno verso l'altro, per quanto riguarda i rispettivi immaginari e i modi d'intendere la vita e le relazioni sociali. Non è un film su Mafia Capitale, ma tocca comunque anche alcune dinamiche criminali che hanno interessato Roma in questi anni».
Nel suo immediato futuro, invece, tornerà al genere brillante?
«Sì, perché dopo Non si ruba a casa dei ladri dello scorso anno, anche il mio prossimo impegno cinematografico sarà con la Medusa nel nuovo film dei fratelli Vanzina, La banda dei miracoli. Si tratta di un lavoro comico che guarda con affetto e divertimento a un autentico classico del cinema italiano come Operazione San Gennaro. Poi, non so ancora se a fine anno o nel 2018, ritornerò anche dietro la macchina da presa, per il mio nuovo film da regista».
E a teatro?
«In autunno riprenderò la tournée di Una festa esagerata!, la fortunata commedia che già quest'anno è stata apprezzata tanto dagli spettatori di tutta Italia. E, infatti, sulla scia delle numerose richieste torneremo in scena, in pratica, in tutte le piazze più importanti, in modo da non lasciare scontento nessuno, perché io amo il mio pubblico».
Tornando al cinema, come giudica il momento attuale della commedia italiana?
«Secondo me, per riconquistare gli appassionati servirebbe maggiore generosità da parte degli attori, che a furia di sottrarre e di asciugare la loro recitazione sembra quasi che abbiano paura a concedersi totalmente. Forse, servirebbero più attori veri, cioè coloro che sanno interpretare un ruolo, per realizzare commedie soddisfacenti. In tal senso, trovo molto interessante il recente approccio di Toni Servillo a un ruolo cinematografico più leggero in Lasciati andare di Francesco Amato».
Mercoledì 26 Aprile 2017, 08:57 - Ultimo aggiornamento: 26-04-2017 14:34


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