«Brizzi, il Weinstein italiano», dieci attrici lo accusano in tv a Le Iene

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di Titta Fiore

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Lo avevano annunciato e ieri sera, in una puntata choc, le «Iene» sono tornate sul caso del «Weinstein italiano». Questa volta, facendo il nome del presunto molestatore. Dopo le indiscrezioni di stampa e social che avevano fatto convergere i sospetti su Fausto Brizzi, il programma di Italia 1 ha mandato di nuovo in onda il servizio che ha dato il là al caso: ma ora tutte le intervistate, una decina di giovani attrici con il volto pixellato e la voce contraffatta (tranne l'ex Miss Italia Clarissa Marchese e la modella Alessandra Giulia Bassi), hanno indicato nel regista di «Notte prima degli esami» l'autore delle molestie. Lo scenario, hanno spiegato a Dino Giarrusso, autore dell'inchiesta, era più o meno sempre lo stesso: l'appuntamento per un provino in uno studio-casa con vasca idromassaggio, la richiesta di improvvisare delle scene erotico-sentimentali senza vestiti, le pesanti avances, «il contatto fisico sempre maggiore» e «i modi sempre più aggressivi». Almeno in un caso, un'attrice sarebbe stata costretta ad un vero e proprio rapporto, raccontato ora tra lacrime di rabbia e di impotenza. «Non vogliamo accanirci su Brizzi» ha detto l'intervistatore, «i personaggi coinvolti sono molti più di uno, lui ha subito replicato e noi vogliamo credergli, ma il fatto che dieci attrici che non si conoscono tra loro ci raccontino gli stessi particolari lascia da pensare». E numerose altre mail giunte in redazione, ha spiegato Giarrusso, «riguardano lui».

Dopo che il suo nome era finito sui giornali, il regista aveva categoricamente smentito ogni addebito: «Mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi» aveva detto, pronto a tutelarsi legalmente «nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario», nel «rispetto della privacy» della sua famiglia e in particolare della moglie, Claudia Zanella, che stando ai rumors avrebbe abbandonato la casa coniugale. E ieri notte, dopo il servizio delle «Iene», lo ha ribadito: «Mai rapporti non consenzienti». Brizzi ha anche annunciato di aver sospeso «in via precauzionale, e per evitare strumentalizzazioni», tutte le sue «attività lavorative ed imprenditoriali»: in particolare, ha ceduto le quote della società Wildside, che ha fondato nel 2009 con Marco Martani, Mario Gianani, Lorenzo Mieli e Saverio Costanzo (ora al lavoro sulla serie tratta dalla saga di Elena Ferrante «L'amica geniale»). Giarrusso ha spiegato di aver provato a mettersi in contatto con il cineasta per offrirgli il diritto di replica: «Lo abbiamo cercato al telefono, allo studio, finora inutilmente, siamo pronti ad ascoltarlo in ogni momento».


Sul caso delle molestie che scuote il mondo dello spettacolo internazionale, e da qui dilaga negli ambienti più disparati, ieri è sceso in campo anche Dario Argento. E lo ha fatto in diretta tv, intervistato da Cristina Parodi a «Domenica in», prendendo le difese della figlia Asia che, dopo aver denunciato il produttore Harvey Weinstein, è stata fatta oggetto di molte polemiche sui social. «Non possiamo immaginare che i maiali esistano solo negli Stati Uniti e noi siamo tutti santarellini» ha detto il mago dell'horror: «Chiaramente anche in Italia ci sono persone che si sono comportate in modo sconveniente, schifoso, più d'uno: lo dico perché lo so, faccio il cinema, ho fatto anche il produttore».

Da quando ha sollevato un polverone con la sua denuncia, ha continuato papà Dario, «Asia ha paura, non esce più di casa per timore degli agenti del Mossad» (Weinstein ha assoldato ex agenti del servizio segreto israeliano per tutelarsi): «Questa è gente che spara, che minaccia. Asia teme per la vita sua e dei suoi figli. Ma non si è pentita». Ha mai conosciuto Brizzi?, gli ha chiesto la Parodi. «Sì, l'ho conosciuto a Los Angeles, sembrava una persona un po' allegra, ma molto simpatica, non lo so. Brizzi non c'entra, ma ad ogni modo i molestatori nella vita sono spesso educati, gentili, umani, solo a un certo punto, mentre stanno con una ragazza, scatta in loro la pazzia. È un po' una malattia, come è successo per Weinstein». E Asia, via Twitter, lo ha ringraziato.
 
Lunedì 13 Novembre 2017, 14:58 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2017 19:20

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2 di 2 commenti presenti
2017-11-16 15:24:11
Le violenze si denunciano a tempo debito ai Carabinieri, non anni dopo ai giornali. Alle avances non gradite basta dire di no. Anche ammesso che Brizzi, che io ho conosciuto come una persona per bene, abbia fatto un'avance a qualche attricetta, dove sta il reato? E' il caso di distruggerlo? Ricordiamoci di Enzo Tortora e di Mia Martini
2017-11-14 06:55:59
se la cosa e' vera.. e' ignobile!!!

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