Cannes, la marcia delle donne: «Tutte insieme, per i diritti»

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di Titta Fiore

CANNES - Se un'immagine resterà, di questa edizione del Festival, sarà senz'altro quella della spettacolare Monteée des Marches al femminile di ieri per il film di Eve Husson sulle soldatesse curde «Les filles du soleil». Ottantadue donne sul tappeto rosso, quanti sono i film realizzati da registe nella lunga storia della rassegna a fronte dei 1645 titoli presentati dai loro colleghi uomini. Un gruppo di lavoratrici dello spettacolo emozionate ed emozionanti arrivate da tutto il mondo per chiedere parità di diritti ed equo compenso. Tra loro dive di prima grandezza come Helen Mirren, Claudia Cardinale e Salma Hayek, le giurate Kristen Stewart e Lea Seydoux, Khaja Nin e Ava DuVernay accanto alla presidente Cate Blanchett la decana delle cineaste francesi Agnes Varda, 89 anni di irresistibile energia, Jasmine Trinca e Marion Cotillard, Julie Gayet e Clotilde Coureau, ma anche produttrici, montatrici, scenografe, fotografe, tutte in marcia sul tappeto rosso e poi ferme a mezza scala, perché c'è ancora tanto cammino da fare per raggiungere l'equity gender. Lo ha detto ad microfono «madame la présidente», lo hanno sottolineato applaudendo forte le altre prima di entrare in sala accolte da altri applausi di donne, da abbracci e strette di mano.
 

Time's Up, il tempo delle differenze sembra davvero scaduto, nella comunità del cinema. Almeno ora, almeno qui, dove lo scandalo Weinstein ha lasciato un segno che il fervore delle iniziative cerca di superare: oggi il ministro della Cultura Francoise Nyssen presenterà con la collega svedese Alice Bah Kuhnke un piano per sostenere le giovani registe, domani la round table dei movimenti delle donne nati sull'onda del caso molestie - da MeToo al francese 50-50/2020 all'italiano Dissenso Comune al greco Greek Women's Wave - chiederà con una sola voce che si scrivano nuove regole nei rapporti tra sessi, nel lavoro, nelle professioni, nel privato. E c'è chi prevede, per questo 2018, una Palma tinta di rosa: nel caso, sono tre le registe in gara, con Husson anche Labaki e l'italiana Alice Rohrwacher, che passa stasera in concorso con «Lazzaro felice», la storia di un ragazzo così buono da sfiorare la santità.
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Domenica 13 Maggio 2018, 11:23
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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-05-14 07:06:49
il concetto di equo compenso è interessante. Si intende quello di una commessa di supermercato. Quello di una maestra? Quello di una assistente sociale? Quello di una impiegata delle poste? Quello di un operaio?

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