La pizza della pace, Sorbillo va a cena da Cracco: «Basito, criticano perché era il duro di Masterchef»

di Cristina Cennamo

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Cena milanese per Gino Sorbillo, che ieri sera ha raggiunto l'amico Carlo Cracco nel suo ristorante di ritorno da un giro tra i quattro locali che ha a sua volta in città.

«Ci ero già stato prima delle polemiche sulla pizza - racconta Sorbillo - ma ci sono tornato con piacere non solo perché ci eravamo scritti per fare il punto della situazione ma anche perché siamo amici da otto anni, al di là di Master Chef e del lavoro». 

Una serata tra vecchi amici insomma quella tra il celebre pizzaiolo napoletano e lo chef al centro delle polemiche in queste ore per la sua insolita versione della pizza, che a molti non è piaciuta ma che Gino Sorbillo ha difeso fin dall'inizio. 

«Sono stato il primo napoletano a mangiare questa sua interpretaizone di pizza - spiega infatti Sorbillo - che rtengo sia stata un tributo, non un voler scippare qualcosa a qualcuno. Del resto, in giro per l'Italia ci sono tanti che fanno pizze che non hanno niente a che fare con la Margherita anche se la chiamano così. Il termine non è blindato, così come  la focaccia Margherita. E di contro,  uno chef del suo calibro non ha certo bisogno di farsi pubblicità attarverso la pizza». 

Ma cosa cambia, in effetti, nella realizzazione della pizza di Cracco? «La farina, la lievitazione e la cottura nel forno ecologico», spiega Sorbillo che da buon professoinista si è fatto spiegare dall'amico stellato «il perché di una lettura diversa della pizza, che poi è quel che chiedo a chiunque incontro: perché se c'è un criterio ed una logica, che spesso hanno a che fare con la personalità dell'autore, non leva nulla alla pizza napoletana. Anzi, in fondo alla fine tutte queste diverse versioni non fanno altro che portare il consumatore a chiedersi come sia, invece, quella tradizionale e ad indurlo quindi a provarla». 
SIa come sia, Carlo Cracco fin qui non ha dato grande seguito alle polemiche, ma almeno con Sorbillo qualche commento se l'è lasciato sfuggire. 

«Carlo - racconta infatti il pizzaziolo - è più che altro perplesso, mi verrebbe da dire anche basito per tutto quello che si è detto e scritto. Ci sono tanti chef famosi che in tutto il mondo realizzano pizze che nulla hanno a che fare con la pizza napoletana, eppure nessuno dice niente. Cracco ne fa una sua, e succede il finimondo. Ma, forse, Cracco sconta un po' il ruolo di cattivo che gli è stato attribuito durante Master Chef: la gente continua ad immaginarselo come il duro della trasmissione, e di conseguenza ritenendolo un personaggio per così dire negativo è sempre pronta a criticarlo».  
Giovedì 15 Marzo 2018, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 15-03-2018 16:16
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