Miss Italia, dal vintage glam del 2017 al bikini castigato del ’39: in una gallery la storia del costume da bagno

Archivio Miss Italia - 1985 - Eleonora Resta
Sarà un due pezzi balconette e slip a vita alta - vintage dal tocco glam - a vestire le tre finaliste di Miss Italia 2017, elegante outfit firmato Giadamarina su bozzetto di Maria Sabato, costumista del programma. Una scelta che decreta un ritorno agli anni d’oro del concorso di bellezza che ha raccontato, insieme alla storia del costume italiano, l’evoluzione di stili e tendenze. Oggi, con una gallery fotografica, Miss Italia si fa portavoce di tutto questo, partendo da lontano, dal 1939, primo anno del Premio. Il protagonista dell’edizione è un pezzo intero un po’ castigato. D’altronde, a posare con lui indosso è una più che giovane Miss: si tratta della 14enne Isabella Verney. Il salto è di ben 8 anni per arrivare al primo bikini del concorso.
 
 


È proprio Miss Italia a sdoganarlo su tutti i lidi della Penisola. Icona di uno stile che strizza l’occhio all’emancipazione del corpo femminile è una bellissima Miss in due pezzi, protagonista dell’edizione considerata dell’“Anno d’oro”: siamo nel 1947. Tre anni dopo è Sophia Loren, Miss Eleganza per il Premio, a posare sorridente con un bikini che ancora non osa. La vita resta rigorosamente alta. Bisogna infatti arrivare al ’52 per vedere i fianchi scoperti e dei laccetti a fiocco che accompagnano le silhouette delle Miss. Ma gli anni ’50 sono quelli delle maggiorate, donne dalle forme più morbide. Il Dopoguerra – anche attraverso l’estetica – rappresenta una rinascita che passa per la prosperità. Le passerelle del concorso sono gremite di candidate che non rinunciano – nonostante i bikini -  a indossare i costumi interi, con il décolleté libero di mostrarsi senza veli. È nel decennio dei ’60 che si assiste invece alla transizione tra i fisici che oggi sarebbero considerati “curvy” e quelli più filiformi.

E così, anno dopo anno, anche la moda subisce una sua trasformazione: si lascia il passo a un costume più osé ma con moderazione. In apertura degli anni ’70 è Alda Balestra a dettare la linea in quanto a canoni estetici: sbanca a Miss Italia la “mise” in bikini succinto della friulana che diventa la più bella d’Italia. Un volto diverso il suo, dai tratti nordici, che negli anni arriverà a conquistare le passerelle dell’alta moda, anche oltreoceano. Sarà lei infatti, oltre a Isabella Rossellini, a spopolare e a sbancare nelle cover delle riviste più patinate d’America. Ma è nel ’77 che i centimetri di stoffa del bikini si riducono drasticamente, complice la diversa fisicità delle Miss. Subito dopo fa presto a tornare in voga il costume intero, seppur in versione molto più sexy: siamo nel 1981 e a trionfare sono i fianchi scoperti e le linee più audaci nella sgambatura. Ma gli Ottanta sono anche gli anni della seduzione: le forme passano dal corpo al costume, con geometrie vistose e fantasie animalier.

E quando il fisico della donna si fa più tonico, quasi androgino, tanto da prestarsi a un celebre scatto del 1985 dove le Miss posano con elmetto e mimetica “da bagno”, Hollywood lancia la seconda puntata della celebre saga “Rambo”. A diventare protagonisti di questi anni, sono anche i colori e la tintarella, quest’ultima imperdibile “must have” della vacanza al mare. Inversione di stile negli anni ’90, quando a Miss Italia si cominciano a vedere i brand e i costumi diventano abiti di gara. Nel concorso, seguendo l’evoluzione della moda italiana, torna protagonista l’intero minimal e sparisce lo sgambato. Gli anni 2000 sono all’insegna della sperimentazione: nel 2005 tornerà il bikini. A imporsi è il due pezzi dal taglio impenitente, ma comunque elegante e impreziosito da Swarovski.

L’anno successivo sarà la volta del trikini floreale, indossato dalle finaliste e che diventerà più glamour nella versione “da sera” che vedremo sul palco quattro anni dopo. Nel 2008 – la volta di Miriam Leone – si assiste a una ricerca nel passato sia del tessuto che della fantasia e vince su tutti il classico pois bianco e nero; decisamente sperimentale è la scelta del costume 2009, tra striature di diversi colori e linee mai osate fino ad allora. Ancora più innovativo è il pezzo intero che si comincia a vedere nel 2010, dai colori argentati e dorati. E proprio nell’anno del primo bon ton lanciato da Miss Italia, nel 2011, a sfilare sul palco di Montecatini Terme sono le finaliste in un costume ispirato a Mademoiselle Coco, un intero (col fiocco) dall’inconfondibile bianco e nero Chanel. Da quel momento, tutte le novità delle edizioni saranno dettate da uno sguardo al passato e ai diversi stili già raccontati dal concorso.
Giovedì 10 Agosto 2017, 11:09 - Ultimo aggiornamento: 10-08-2017 11:11
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