Il meteo scatena la guerra del tè di alta qualità: ora il Nepal insidia l'India

Il meteo bizzarro colpisce anche l'India e colpisce anche la produzione di tè di alta qualità. L'allarme per gli appassionati arriva dall'India: a causa di tensioni politiche o infausti fenomeni meteorologici, la produzione di blend di alto livello quali Darjeeling e Assam è fortemente compromessa. Il Nepal, piccolo Paese himalayano sconvolto nell'aprile 2015 da una violenta serie di terremoti, sta cercando di trarre vantaggio dalla situazione e come primo passo ha deciso di registrare a livello internazionale con il marchio Nepal Tea la sua produzione for export. L'allarme alle Borse del tè di Londra e Shanghai è scattato a metà dello scorso giugno, quando il movimento indipendentista Gorkha Jana Mukti è sceso sul piede di guerra a Darjeeling (nord del west Bengala) paralizzando da allora, ed ancora oggi, ogni attività commerciale e produttiva. E così giorni fa il Tea Bord of India ha pubblicato statistiche sul raccolto delle foglie del Darjeeling (considerato dagli esperti lo champagne del tè) da cui è emerso per il mese di giugno 2017 un volume di appena 0,14 milioni di chilogrammi, contro gli 1,3 milioni dello stesso mese del 2016.

Il quotidiano The Hindu ha segnalato che anche il secondo raccolto pre-monsonico è andato perduto e questo azzererà l'offerta del
blend nella Borsa di Kolkata con una impennata dei prezzi a livello mondiale. Il Tea Bord ha aggiunto che ad oscurare il panorama ha contribuito anche l'ondata di maltempo e le inondazioni che hanno colpito l'Assam, Stato che produce la metà dei 1.200 milioni di chilogrammi di tè indiano. In giugno la produzione di Assam Tea è caduta del 10,1%. Questa congiuntura è stata colta al volo dal Nepal che ha una forte produzione di tè simile al Darjeeling, sconosciuta però a livello internazionale. A fine luglio il Consiglio nazionale nepalese per lo sviluppo del tè e del caffé ha annunciato la decisione di registrare negli Usa, in Canada ed in Germania il marchio 'Nepal Teà che raccoglierà le varianti orthodox e CTC. «Questo non è che l'inizio - ha assicurato Sheshganta Kautam, direttore esecutivo del Consiglio - perché siamo determinati a rafforzarci presto anche in altri Paesi, come il Giappone e la Corea del Sud, dove i nostri tè sono già apprezzati». 
Sabato 5 Agosto 2017, 16:25 - Ultimo aggiornamento: 07-08-2017 18:54
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