Viaggi e vacanze: come difendersi dalla malaria prima di partire

di Paola Treppo

PORDENONE - A Pordenone il coordinamento regionale Fvg per la diagnostica di laboratorio della malaria; un prestigioso riconoscimento per la Microbiologia e virologia dell’ospedale di Pordenone, diretto da Alessandro Camporese.

«La scelta attesta l’eccellenza generale del nostro lavoro, in particolare della diagnostica della malaria in cui abbiamo una grande esperienza - dice Camporese -. Da anni, Paola Stano, che lavora da noi, ha maturato una grande esperienza in questa diagnostica, sviluppando tutta una serie di test di secondo livello che altri laboratori non effettuano, come la ricerca del Dna del plasmodio con la possibilità di distinguere un plasmodio dall’altro con le tecniche molecolari, la possibilità di valutare le resistenze ai farmaci antimalarici, e altri elementi diagnostici di cui altri laboratori della regione non dispongono». 

I numeri dei casi di malaria
«I numeri dei casi di malaria non sono elevatissimi. Quando si richiede un test per la malaria significa che ci sono pazienti sintomatici, per cui la positività dei test è più o meno del 40-50%, rispetto agli eseguiti. Si tratta quasi sempre di pazienti italiani che ritornano da viaggi in aree endemiche, oppure di pazienti stranieri che lavorano qui e che dopo essere andati a trovare le famiglie in certi periodi dell’anno, come per esempio durante la stagione estiva, pensano di essere immuni alla malaria, non si sottopongono alla profilassi, elemento fondamentale per tutti quando ci si reca in aree critiche, e poi ritornano, invece, con la malaria. Le richieste dei test della malaria sono poco più di 200 all’anno».

Tempo di viaggi: la profilassi antimalarica 
«La profilassi è necessaria quando ci si mette in viaggio per alcuni Paesi: la patologia è molto diffusa nel mondo e i Paesi in cui è presente sono segnalati in appositi siti internet. Anche i medici di medicina generale sono informati. Laddove è richiesta la profilassi , bisogna farla per tempo e avere l’accortezza di non interromperla al ritorno dal viaggio, almeno per una settimana, per essere sicuri che anche gli ultimi parassiti eventualmente acquisiti vengano eliminati».

«Fortunatamente abbiamo centri di malattie infettive a Trieste, Udine e a Pordenone con infettivologi che hanno una grande esperienza in questo campo. Quando la patologia viene diagnosticata, dal punto di vista terapeutico non ci sono problemi, perché almeno per quanto riguarda la nostra regione, siamo sicuramente coperti in maniera ottimale».
Sabato 7 Luglio 2018, 08:54 - Ultimo aggiornamento: 09-07-2018 11:13
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