Insulti e minacce via social ai figli della giornalista Barra: ecco cosa le hanno scritto

Claudio Santamaria e Francesca Barra
di Marco Castoro

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A leggere sui social certi commenti astiosi e carichi di odio viene da pensare che Umberto Eco non avesse tutti i torti quando ha affermato che "I social danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, ma venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel“.

Non c'è giorno, infatti, che questi leoni da tastiera - che trovano il coraggio solo mediante l'anonimato o un account fake - si rendano protagonisti di oltraggi e offese nei confronti soprattutto di personaggi conosciuti. In maggior parte donne, con affermazioni pesantissime. Parolacce, minacce, insulti di ogni tipo. Perfino su bambini. Il recente caso di Francesca Barra è l'ultima barbaria consumata su Facebook, Twitter e Instagram.

La giornalista scrittrice è stata presa di mira per le foto postate assieme al suo nuovo compagno, l'attore Claudio Santamaria. «Hanno augurato a me e ai miei figli una punizione divina - ha postato la Barra - La persona in questione è stata denunciata. I bambini non si toccano. Vomitate su di me, giudizi e critiche senza sapere nulla, con vostre illazioni e inverosimili interpretazioni delle mie scelte, ma sui miei figli non lo permetto a nessuno».

Che cosa è successo. Da un paio di giorni c'è uno degli imbecilli citati da Eco che su Twitter, Facebook e Instagram sta minacciando e insultando la Barra e Santamaria, augurando addirittura la morte ai figli della giornalista e dando grande sfoggio a insulti sessisti.

Come se non bastasse la Barra è stata presa di mira anche da un funzionario della regione Basilicata, la terra amata dalla scrittrice al punto che la ricorda continuamente nei suoi libri. Oltre alle offese ci sono delle insinuazioni messe nere su bianco sui social che mettono in dubbio la paternità della terza figlia della Barra, nata 14 mesi fa dal suo matrimonio, solo di recente conclusosi con una separazione. La Barra ha chiesto l'intervento sacrosanto del presidente della Regione. «Se un funzionario della regione Basilicata offende pubblicamente sui social, commette un reato di diffamazione, coinvolge i minori (i miei figli) in post volgari, la Regione lo può sollevare dal suo ruolo?», si chiede in un post su Fb la giornalista che poi lancia un appello al governatore: «Caro Presidente Marcello Pittella, puoi darmi una risposta? Non è rischioso affidargli un ruolo di fiducia?».

La situazione dei social sta sfuggendo di mano. Perché se ti scappa la parola negro o come è capitato a Giorgia Meloni ti slanci in favore dei patrioti, ecco che i responsabili della piattaforma social intervengono cancellandoti il post o il video. Se invece ti lasci andare a minacce e insulti sessisti non accade nulla.

Anche sui social, dunque, occorrono delle regole. Per aprire un account dovrebbe essere obbligatorio presentare un documento, in modo da avere sempre un responsabile per le frasi scritte nei post del profilo. E chi sbaglia eccedendo nei modi deve essere sanzionato, come accade per il calcio ove vige il daspo. Con conseguente chiusura dell'account.
Domenica 1 Ottobre 2017, 18:45 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 11:30
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