Gennaro, il poeta che scrive col naso: «Io, libero di baciare con la forza dei versi»

di Maria Pirro

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«Mi chiamo Gennaro Morra. Ho 46 anni. Da 18 sono in carrozzina, su una sedia un po' malandata con le ruote gialle, la stessa di sempre per via dell'insuperabile burocrazia, una barriera quasi invincibile. Scrivo poesie e storie, anche in questo spazio picchiettando la tastiera con il naso. Sono single, magrissimo, ironico, ho malanni che vanno e vengono ma, se penso a certe sere malandrine, ho ancora la resistenza di una canna di bambù: posso piegarmi, ma niente mi ha mai spezzato».

Al compleanno gli hanno regalato uno spettacolo burlesque, a certe feste la foto ricordo è stata scattata tutti giù per terra. Ed è stata una scelta istintiva, quella di sdraiarsi sul pavimento della discoteca, come può esserlo la stretta nei saluti con cui Morra avverte la passione degli altri o l'inconsistenza nell'assenza di pulsioni. Davanti a un corpo limitato nei movimenti a causa di una tetraparesi spastica mal curata, i due baci formali e impacciati sulle gote più spesso sono indice di una scadente educazione sentimentale. Al contrario, restano impressi gli abbracci forti, e gli sguardi, il sorriso. Gennaro ne ha uno furbo e aperto, birichino e trascinante. Non manca nemmeno questa volta, quando il poeta-scrittore, che è anche giornalista e collaboratore del Mattino, ripercorre la sua storia. In realtà, una parte è già sintetizzata nella sua opera prima, All'ombra della grande fabbrica, l'ex Italsider guardata a vista dal balcone della cucina a Cavalleggeri d'Aosta. Dove Morra si sposta su una poltrona d'ufficio, dall'alto schienale, e le rotelle minuscole, mentre il suo libro d'esordio trasmette subito gli odori della chemioterapia, affrontata in prima persona negli anni Novanta. Poi il romanzo assume un tono corale e diviso tra la tutela dell'ambiente e il ricatto del lavoro. Ed è solo una parte del tutto. Ospite in tv, dal vero, il personaggio in questione diventa strappalacrime, loda e fa commuovere la madre, prende il pubblico e colpisce dritto al cuore. Sua sorella Marianna, laureata in Conservazione dei beni culturali nonché cuoca eccezionale, è però la sua metà: da sempre. E un altro suo libro s'intitola I versi della carrozzella ed è una pluripremiata raccolta di poesie che tiene dentro ironia, rabbia e amore, oltre quello familiare. Sulla pagina personale Facebook, aperta a tutti, si trovano video, articoli, bilanci del 2018 e iniziative culturali correlate e questo vecchio post, tra pubblico e privato, che spiega bene il tono.

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Venerdì 11 Gennaio 2019, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 11-01-2019 21:15
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