Denuncia i bulli e si uccide a 16 anni: milioni di visualizzazioni per il video

Amanda Todd
Undici milioni di visualizzazioni per il video che Amanda Todd, una ragazza di 16 suicida dopo essere stata vittima dei bulli, pubblicò poco prima di impiccarsi nella sua cameretta nel 2012. Amanda è diventata il simbolo della lotta contro bullismo e cyberbullismo.



Tutto inizia nel 2008 quando la ragazzina appena 13enne e molto insicura del suo aspetto conosce un  uomo più grande su internet. Si fa abbindolare dai suoi modi gentili e accetta di mostrare il suo seno nudo. L'uomo fa uno screenshot e si prepara a ricattarla: avrebbe mostrato la foto alla sua famiglia e ai suoi compagni di scuola. Spunta un falso profilo su Facebook con questa immagine e la classe ne viene a conoscenza. La ragazzina comincia il suo incubo: cambia scuola ma quegli scatti la perseguitano.



Dal cyberbullismo a quello reale il passo è breve poiché Amanda viene avvicinata, aggredita e insultata da 15 ragazzi dopo essere stata "agganciata" da un ragazzino che le piaceva. Tenta il suicidio bevendo candeggina ed è il padre a trovarla riversa sul pavimento di casa. L'episodio non spaventa i bulli che continuano a deriderla sui social mostrando immagini di detersivi e di psicofarmaci.



Intenzionata a raccontare la sua storia, si filma in un video con in mano dei cartelli. In uno c'era scritto: "Sono ancora qui... Non ho nessuno, ho bisogno di qualcuno. Mi chiamo Amanda Todd". Cinque settimane dopo si è tolta la vita.
Grazie al gruppo Anonymous la polizia olandese individua un uomo di nome Aydin Coban, che poi viene condannato per aggressione sessuale, frode e ricatto via Internet. La storia di Amanda ha commosso il web.


 
Martedì 10 Ottobre 2017, 20:10 - Ultimo aggiornamento: 10-10-2017 21:43
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