Da Napoli al sud America per scoprire dinosauri: «Ho realizzato un sogno»

di Oscar De Simone

Ossa e denti antichi di ottantacinque milioni di anni, appartenenti ad una specie di dinosauro ancora da identificare. La scoperta è avvenuta in Argentina ma ha una matrice italiana e più precisamente partenopea. Mattia Baiano è uno dei ricercatori che da oltre due anni ormai – anche grazie al supporto dei finanziamenti del Consejo Nacional de Investigacion Cientifica y Tecnicas Argentino – collabora con il paleontologo Rodolfo Coria già scopritore di numerose specie di dinosauri come l’Argentinosaurus.

La specie rinvenuta dagli studiosi, attraverso il rinvenimento di un femore di quasi due metri, una tibia, una fibula e diverse costole, è ancora ignota ma sembrerebbe appartenere ad un grosso erbivoro del gruppo dei “Titanosauria”.

«Questi animali erano erbivori dal collo lungo» commenta Mattia, «e la loro particolarità, a parte la mole, erano i denti. Questi ultimi erano a forma di matita, utili per strappare le foglie dalle piante. Negli stessi strati che abbiamo trovato il nostro esemplare sono stati trovati resti di dinosauri molto simili al nostro però appartenenti ad altre specie. Inoltre, sono stati ritrovati denti di dinosauri carnivori simili al Giganotosaurus (dinosauro carnivoro tra i più grandi al mondo) e al Velociraptor».

Una ricerca interessante insomma che nasce da anni di ricerca e da una grande passione, quella per i dinosauri. Passione che Mattia coltiva da sempre.

«Da quando ero piccolo desideravo scavare ossa di dinosauri. Proprio per questo iniziai a studiare alla Federico II dove riuscii a sviluppare una interessante tesi sul cranio di un dinosauro esposto nel Museo di Paleontologia a Largo San Marcellino, grazie anche alla direzione del mio relatore Pasquale Raia. Poi il Master in Paleontologia di due anni, presso la Universitat Autonoma de Barcelona ed in seguito il dottorato di ricerca in Patagonia. Gli ultimi tre anni sono stati indimenticabili e proprio qui ho avuto le mie maggiori esperienze nel settore. Questa esperienza però mi ha permesso anche di essere “ambasciatore” della mia città, perché consigliavo agli abitanti del posto che andavano in Italia di visitare Napoli grazie anche a delle vere mappe che disegnavo per loro, con sopra segnati i punti ed i luoghi in cui recarsi. Adesso spero solo di poter continuare a crescere professionalmente ed umanamente nel corso di queste ricerche che proseguiranno anche nei prossimi anni».
 
Venerdì 13 Aprile 2018, 12:51
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