L'anoressia non è più di moda, bandita la taglia 38 dalle passerelle

di Anna Franco

La moda cattiva maestra? Come tale, almeno, è stata accusata ogni volta che in passerella sono state mandate indossatrici e indossatori troppo giovani, ma soprattutto eccessivamente magri. Così, i due colossi del lusso Kering e LVMH, deposte per un momento le armi della concorrenza, hanno deciso di siglare un accordo «per tutelare la salute di modelle e modelli». Questa carta congiunta, che entrerà in vigore in concomitanza con le sfilate di Parigi di fine mese, mette nero su bianco un notevole passo avanti contro il fenomeno dell'anoressia nel mondo della moda. I due gruppi, infatti, hanno tra le loro file marchi come Christian Dior, Louis Vuitton, Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta, Fendi e Loro Piana.

I LIMITI
Le regole appena siglate prevedono che ragazze che indossino meno della taglia 38 e ragazzi che portino meno della 48 non possano sfilare. Divieto di pedana e di shooting fotografici anche per chi non ha compiuto i 16 anni, nel caso in cui debbano rappresentare gli adulti. Inoltre, i due giganti del lusso capitanati da Francois Pinault e Bernard Arnault hanno comunicato che non solo i marchi appartenenti al loro gruppo collaboreranno esclusivamente con modelli non troppo giovani e non troppo sottili, ma che sarà necessario che tutti i partecipanti ai casting presentino un certificato medico valido attestante lo stato di salute e l'idoneità al lavoro, rilasciato nel corso dei sei mesi precedenti. Inoltre, LVMH e Kering metteranno a disposizione psicologo e terapeuta, che possano affiancare i mannequin durante l'orario di lavoro.
Infine, i modelli con età tra i 16 e i 18 anni godranno di particolari tutele: non potranno lavorare di notte, non dovranno trascurare i loro obblighi scolastici e dovranno avere sempre affianco un accompagnatore. «Con questa carta - ha affermato François Henri Pinault, ceo e azionista di Kering - ci auguriamo di ispirare l'intera industria della moda a seguirci» e sulla stessa linea è Antoine Arnault di LVMH: «Mi sono impegnato profondamente per garantire che il sodalizio tra il nostro gruppo e le agenzie di modelle e modelli vada oltre il semplice rispetto dei requisiti di legge».

CONDANNE
Le norme, in effetti, ci sono, anche se diverse a seconda dei Paesi e spesso aggirate. In Francia, nel 2015, è stata approvata una legge che proibisce ai modelli troppo magri di lavorare per le industrie di moda del paese e prevede che le agenzie debbano pagare fino a 75mila euro o che siano condannate a una reclusione di sei mesi se violano tale norma. Più di un anno fa la Gran Bretagna aveva vietato la campagna pubblicitaria della Cruise 2016 di Gucci, griffe proprio del gruppo Kering, perché Avery Blanchard, top di 16 anni, appariva magra in modo non sano. L'accordo sembrerebbe piacere anche a chi recluta ragazzi e ragazze. Alla Elite Model Look, famosa agenzia con sedi in tutto il mondo, dicono di essere «estremamente felici di questa decisione che aspettavamo», aggiungendo anche che le norme dei due colossi del lusso sono gli standard da loro normalmente seguiti. «Per noi è fondamentale la tutela e il benessere dei ragazzi - affermano - I più giovani sono sempre affiancati dai genitori, con i quali valutiamo quando siano pronti o no per servizi fotografici o passerelle. Ci sentiamo una seconda famiglia e prendiamo molto seriamente questa enorme responsabilità, insegnando una corretta alimentazione e un buono stile di vita, oltre che far sì che i nostri ragazzi finiscano la scuola, tant'è che lavorano soprattutto nelle ferie scolastiche e molti si barcamenano con gli esami universitari».
 
Giovedì 7 Settembre 2017, 08:43 - Ultimo aggiornamento: 07-09-2017 09:20

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