Voti e camorra a Nocera Inferiore
ventiquattro indagati dall'Antimafia

di Nicola Sorrentino

Un ex consigliere comunale, un prete, un ex assessore, un intero nucleo familiare ed un ex candidato sindaco. Questi ed altri figurano nell'indagine su camorra e voti comprati a Nocera Inferiore, inchiesta appena conclusa dalla Procura Distrettuale Antimafia, e partita dalle attività criminali del sessantenne pluripregiudicato ex cutoliano Antonio Pignataro, condannato in concorso per l'omicidio di Simonetta Lamberti, figlia del magistrato Alfonso.

Le accuse vanno dallo scambio elettorale politico-mafioso alla corruzione elettorale, fino all'estorsione aggravata dal metodo camorristico e alla violenza privata. L'indagine, ribattezzata «Un'altra storia» e partita nel 2015, quando i carabinieri del Ros e gli agenti della Mobile stringevano in una morsa le bande criminali a Nocera Inferiore, conta 24 indagati: Carmine e Giuseppe Afeltra; Gianluca Arcucci, Olga Clara Attanasio, Carlo Bianco (ex consigliere comunale), Emanuela, Marika e Soraya Cancro, Antonio Cesarano (ex assessore e vicesindaco), Ciro Eboli, Angela Consalvo, Francesco Gambardella, Nicola Maisto (ex consigliere comunale), Antonio Pignataro, Maria Grazia Romano, Luigi e Pio Sarno, Gerardo Villani, Rocco e Mirko Sileo, Mario Stanzione (ex candidato sindaco), il parroco Alfonso Santoriello, Pasquale Galasso e Luigi Chiavazzo.

Le accuse variano a seconda delle posizioni. Quella maggiore, che mantiene in carcere dal mese di agosto Pignataro, il suo sodale e braccio destro Cibo Eboli e l'ex consigliere comunale Carlo Bianco, è lo scambio elettorale politico-mafioso. L'accordo di voti in cambio di utilità si sarebbe concretizzato nel far approvare una delibera d'indirizzo alla ex giunta del sindaco Manlio Torquato concentrata sull'edificazione di un terreno, sul quale sarebbe stata poi costruita una mensa Caritas. Sia Eboli che Bianco si sarebbero spesi a favore del progetto, la cui richiesta fu inoltrata da Alfonso Santoriello, parrocco della chiesa di San Giuseppe. Il sacerdote è indagato per false dichiarazioni al pubblico ministero titolare dell'indagine, Vincenzo Senatore. Quando fu sentito a sommarie informazioni, avrebbe taciuto sui rapporti tra Eboli, Bianco e Pignataro. Il progetto di quella casa famiglia non andò mai in porto, ed Eboli e Bianco non riuscirono ad essere eletti alle scorse elezioni.
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Giovedì 30 Novembre 2017, 09:17 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 10:10
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