Il vecchio boss Bisogno era cieco
ma guidava ogni giorno: in carcere

di Simona Chiariello

CAVA DE' TIRRENI - Guidava tranquillamente l'auto, nonostante la patente gli era stata revocata perché riconosciuto invalido e cieco parziale. Camminava normalmente senza l'aiuto di stampelle. Ma non basta perché tutti i suoi spostamenti avvenivano in violazione al regime di arresti domiciliari, di cui beneficiava da circa dieci anni proprio in virtù del fantomatico stato di invalidità che gli era stato riconosciuto e per il quale aveva anche l'accompagnamento. Insomma una truffa in piena regola, commessa in piena regola no da un falso invalido qualunque, ma da Mario Bisogno, capo dell'omonimo clan che dagli anni 80 ha stretto nella morsa delle estorsioni e del racket la città di Cava ed i comuni confinanti. Una piovra, che secondo le ultime relazioni della Dia (direzione investigativa antimafia) è ancora viva. Ieri il capoclan Mario Bisogno è tornato in carcere con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello stato.
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Giovedì 17 Maggio 2018, 09:10 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2018 10:18
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