Lo stalker della giornalista tv:
sul pc foto pedopornografiche

di Petronilla Carillo

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La vede in televisione, mentre lavora, la cerca su facebook ed inizia a perseguitarla su messenger. La vittima è una giovane giornalista salernitana, lo stalker un uomo di 46 anni che, per oltre un anno, le ha inviato messaggi hard e l’ha resa protagonista dei suoi racconti erotici creandole non pochi problemi. L’altro giorno il giovane uomo è stato condannato dal gup Stefano Berni Canani a due anni di reclusione che sconterà ai domiciliari dove è già ristretto a seguito di una condanna ad un anno e otto mesi per detenzione di materiale pedopornografico. Il suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Oliveto, ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare di poter celebrare il processo con rito alternativo, scegliendo l’abbreviato. 

«Per me è la fine di un incubo - commenta la vittima - ho deciso di denunciare perché ritengo che fosse necessario non solo per me, per l’incubo che stavo vivendo, ma anche per tutte le donne che quotidianamente vengono offese e magari non solo... a volte subiscono violenze e soprusi ancora più gravi. Oggi si tende a minimizzare comportamenti che sembrano banali ma celano ben altro: proprio dopo la mia denuncia gli investigatori hanno trovato sul suo computer foto di bambini vittime di violenze». E ancora: «Ho creduto sin dall’inizio nella giustizia ma ho anche trovato persone straordinarie che mi sono state accanto non solo professionalmente ma anche umanamente, come i poliziotti della Digos che mi hanno trattato con eleganze e umanità: non smetterò mai di ringraziarli come gli amici che mi sono stati accanto. È una storia dal finale positivo, voglio leggerla così. A volte anche dalle storie brutte nascono cose positive».

Ma procediamo con ordine. Su messenger di facebook della giornalista all’improvviso compare la mail di un fan. Un uomo che, utilizzando un profilo che poi si è rivelato falso, non usa mezzi termini per mostrare alla professionista il proprio interesse per lei. Parte da lì il calvario durato oltre un anno. L’uomo dapprima inizia a dedicarle dei racconti hard dove lei è la protagonista assoluta alla quale attribuiva nomi di fantasia. Poi prosegue con mail di complimenti, commenti al suo taglio di capelli, agli abiti che indossa indicando anche quelle che sono le sue preferenze. E ancora racconti, tanti racconti a sfondo sessuale. La donna in un primo momento cerca di tenerlo a bada poi, spaventata, denuncia tutto alla polizia perché il 46enne aveva iniziato a parlare, con dovizia di particolari, del suo ambiente di lavoro e delle cose che lei faceva. 
Giovedì 14 Dicembre 2017, 06:41
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1 di 1 commenti presenti
2017-12-14 14:56:21
Due condanne non bastano per sbatterlo fisicamente in galera? Il Parlamento quando si deciderà ad eliminare le tante stupide attenuanti? Perchè non costruiamo piccole carceri (ex mandamentali) in ogni Provincia e assumiamo agenti? Così avremo due effetti positivi in un solo atto legislativo.

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