Vaccini, 150 bimbi senza certificati
Dentro o fuori? I presidi si dividono

di Gianluca Sollazzo

Suona la campanella del nuovo anno scolastico con l’obbligo vaccinale. Ieri per i bambini della scuola dell’infanzia fino a 6 anni è scattato il divieto di accesso in classe se le famiglie non hanno presentato la documentazione sullo stato vaccinale. Secondo una prima stima che arriva dalle scuole che ieri hanno riaperto i battenti, sono circa 150 i bambini non in regola con la documentazione. Per legge questi bambini non possono entrare a scuola fino ad avvenuta regolarizzazione. Ma su questo punto i presidi delle scuole stanno adottando linee diverse di comportamento. C’è chi ha intrapreso la via della mediazione con le famiglie accogliendo tutti i bambini, anche quelli non in regola; chi ha scelto di dare alle famiglie l’ultimatum o una piccola deroga di 24 ore; e chi ha imposto il divieto di accesso ai bambini senza la documentazione prevista dall’articolo 3, comma 1, del Decreto legge 7 giugno 2017, numero 73, convertito con modificazioni dalla legge 31 luglio 2017. 

«Le indicazioni ministeriali sono chiare e tutti devono rispettare gli obblighi di legge – dichiara Luisa Franzese, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale – le scuole stanno autonomamente gestendo la situazione, non abbiamo però un quadro definito di quanto sta accadendo». In caso di indisponibilità del libretto vaccinale che certifichi le dieci vaccinazioni obbligatorie, basta un’autocertificazione che dimostri la volontà del genitore di vaccinare oppure la prenotazione del vaccino presso l’Asl territoriale, visto che c’è tempo fino a marzo prossimo per le carte ufficiali. 
«Non accogliere i bambini è sgradevole», sostengono alcuni presidi. Altri: «La legge va applicata, non possiamo accoglierli». Una divisione inattesa, che determina un quadro diversificato, scuola per scuola. «Valuteremo i singoli casi volta per volta», dichiara la Franzese che sta monitorando la situazione. Il dato certo è che ieri hanno ripreso le attività didattiche a Salerno ben 990 bambini della scuola dell’infanzia iscritti al comprensivo Vicinanza, al comprensivo San Tommaso d’Aquino, al comprensivo Calcedonia e al Sesto Circolo Medaglie d’Oro. Su 990 bambini, circa 150, il 15% degli iscritti, non sono a posto con la documentazione. Molte mancanze, secondo i presidi, sono addebitabili non a questioni di principio ma a semplice ritardo. 

Ma a dividere i presidi è la gestione degli alunni non in regola. Accoglierli o non accoglierli? Questo è il problema. C’è chi ha scelto la mediazione come la preside del Vicinanza, Sabrina Rega. «Sono contraria a non fare entrare i bambini non in regola - dice - il 70% degli iscritti ha completato la documentazione, i restanti devono ancora farlo. Abbiamo incontrato i genitori a scopo informativo ed abbiamo una buona risposta». Alla Vicinanza, su 257 bambini dell’infanzia, il 30% (quindi circa 70) non ha ancora prodotto la documentazione richiesta. «Tutti i bambini entrano - puntualizza la Rega - nelle more del completamento della documentazione da parte dei genitori possiamo pensare di collocare i bambini non in regola in spazi diversi o isolati». 

Situazione opposta al sesto circolo Medaglie d’Oro di Salerno dove la preside Anna Maria D’Angelo ha informato con una lettera le famiglie dei bambini non in regola che non potranno entrare in classe.
Mercoledì 13 Settembre 2017, 07:25 - Ultimo aggiornamento: 13-09-2017 07:25
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