Graduatorie riscritte e risarcimenti ai prof: così i giudici assegnano le cattedre

di Gianluca Sollazzo

Graduatorie dei precari e trasferimenti riscritti in Tribunale. Dalla richiesta di inserimento a pettine nelle sempiterne liste delle supplenze, alle istanze di risarcimento per gli anni di precariato nella scuola. C’è sempre qualcosa che non va, c’è sempre un esposto pronto a bloccare tutto e a rettificare questo o quel provvedimento dell’amministrazione scolastica. 
È il contenzioso la costante della scuola salernitana. Si viaggia al ritmo di venti contenziosi al mese tra decisioni del giudice del lavoro, del Tar e del Consiglio di Stato. Ogni verdetto della direzione scolastica rischia puntualmente ogni mese di finire sul tavolo di un giudice. Eccolo il volto litigioso della scuola nostrana. Lo scontro tra Ministero dell’Istruzione e docenti salernitani non è mai stato così frequente nelle aule di tribunale. 
I tribunali salvagente. La mobilità nazionale e quella da una provincia all’altra della Campania sono ormai la principale fonte di contenzioso tra docenti e Miur. L’ultima sentenza favorevole a una docente salernitana risale all’11 gennaio scorso ed è stata emessa dal giudice del lavoro del Tribunale di Napoli: ad avere ragione una maestra salernitana, L.R., assunta con la Buona scuola nel 2015 e assegnata in mobilità fase B alla provincia di Napoli anziché a Salerno. La docente, secondo quanto accertato dal giudice del lavoro di Napoli, era stata scavalcata da docenti con minor punteggio che avevano invece ottenuto il trasferimento a Salerno. La docente ricorrente, difesa dagli avvocati Antonello e Salvatore Crisci, ha avuto ragione ed il Miur è stato condannato a rifare il trasferimento. «Non è stata data priorità al punteggio maggiore e dunque non è stato rispettato l’ordine di preferenza», scrive il giudice.
Domenica 14 Gennaio 2018, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2018 08:53
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