Assenteismo al Ruggi, ultimo atto:
quattrocento a rischio processo

di Petronilla Carillo

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È stata un’estate di lavoro per i finanzieri del Gruppo Salerno che hanno provveduto alla notifica dei 400 avvisi di garanzia firmati dal sostituto procuratore Francesco Rotondo e destinati ai dipendenti dell’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Il filone è quello dell’assenteismo che, nel corso delle indagini, ha consentito agli uomini del tenente colonnello Diego De Luca di portare alla luce una serie di irregolarità sull’uso improprio del badge. 

I provvedimenti sono stati notificati a scaglioni di 25 o 40 e sembra sempre più improbabile che i procedimenti giudiziari possano essere unificati. Lo scorso luglio, nel corso della prima udienza dibattimentale, dinanzi al giudice Nicola Marrone della seconda sezione penale, nel processo relativo agli imputati della prima ora (quelli destinatari anche di provvedimenti di sospensione dall’attività professionale) la richiesta delle difese era già stata bocciata. 
Intanto non tutti i quattrocento indagati potrebbero finire a processo. Molti potrebbero chiedere di essere interrogati dai finanzieri o potrebbero presentare delle memorie difensive per chiarire la propria posizione. Lo sussurrano gli avvocati delle difese che hanno iniziato la «processione» presso gli uffici del Gruppo Salerno in via Allende per visionare i filmati che inchioderebbero i propri assistiti. Un po’ come è accaduto nelle prime udienze preliminari quando ciascun indagato ha portato all’attenzione del gup prove per ridimensionare il quadro accusatorio a proprio carico. In alcuni casi, nella prima tranche di procedimenti, per alcune irregolarità non è stata ravvisata la violazione penale ma semplicemente l’illecito amministrativo che, in quanto tale, andrebbe sanzionato direttamente dalla direzione dell’azienda. 

Al momento sono già 189 i dipendenti che sono finiti a processo. Alcuni rischiano anche un processo bis se le richieste del pm verranno accolte in sede di udienza preliminare e questo perché avrebbero commesso diverse tipologie di reati. E per 400 che ora rischiamo un procedimento giudiziario, 215 hanno potuto tirare un sospiro di sollievo questa estate perché la loro posizione è stata archiviata su richiesta delle stessa procura. La norma, a riguardo, sarebbe esplicita e salva quanti hanno commesso una singola irregolarità. In effetti è stata operata una precisa distinzione tra i diversi casi non soltanto in ordine al numero di violazioni commesse ma anche delle diverse tipologie. Ci sono persone che avrebbero timbrato per conto di un collega che, comunque, sarebbe stato presente in ospedale in quel momento. Altri che avrebbero ritardato l’ingresso di pochi minuti. Ma anche tanti altri casi che, più che rientrare nel reato di truffa ai danni dello Stato dovrebbe essere «punito» attraverso sanzioni di tipo amministrativo. In effetti la direzione amministrativa dell’azienda ospedaliera aveva anche avviato l’iter per la procedura disciplinare a carico di alcuni dipendente, ma l’iter è stato congelato in attesa della sentenza. Erano ben 204 (si ricorda) i casi che la commissione disciplinare era riuscita a prendere in visione. 
Martedì 12 Settembre 2017, 07:20 - Ultimo aggiornamento: 12-09-2017 09:02
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