Rissa sul campo dei dilettanti:
«Prima le minacce, poi guerriglia»

di Simona Chiariello

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CAVA DE' TIRRENI - Insulti e minacce dagli spalti. Invasione di campo con aggressioni ai calciatori. Ma non basta. Il custode del campo, colto da malore, per lo choc. È questo il bilancio di una partita di calcio, disputatasi sabato pomeriggio allo stadio di Santa Lucia tra Cava 2000 e Cetara, incontro valevole per il girone H del campionato di II categoria. Una gara che si è trasformata in una vera e propria guerriglia, tanto da spingere i dirigenti della compagine cavese, il Cava 2000, a valutare la possibilità di intraprendere azioni sia in sede sportiva e ordinaria. E non solo, perché l’intenzione dei calciatori cavesi, tra le cui fila militano professionisti e giovani studenti, è di denunciare l’accaduto.

«Tutto è iniziato nel secondo tempo quando i tifosi ospiti hanno iniziato ad inveire, sputare e lanciare oggetti all’indirizzo dei nostri giocatori, impegnati in campo – spiegano - Questo clima si è avvertito anche in campo quando i giocatori avversari hanno cominciato a pronunciare parole pesanti». Al novantesimo, a partita quasi conclusa si sarebbe scatenata una mega rissa: «Il numero 2 della nostra squadra è stato accerchiato da tre calciatori avversari che lo hanno bloccato nella rete di recinzione e lo hanno picchiato. A questo punto è scoppiata una rissa da far west con i componenti della panchina avversaria che sono entrati campo, sferrando colpi ai nostri giocatori. Ma addirittura i tifosi ospiti hanno scavalcato la rete e sono entrati in campo per aggredire i nostri calciatori. I custodi del campo hanno tentato di sedare la rissa, ma senza fortuna. Uno degli addetti, tra l’altro donna, dalla paura di essere aggredita è stata colta da malore. Solo a questo punto il direttore di gara ha fischiato la fine della partita».
Lunedì 12 Febbraio 2018, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 12-02-2018 06:27
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