Maxi-rissa per una donna
nei guai la gola profonda del clan

di ​Petronilla Carillo

Un anno e tre mesi per rissa, incendio e lesioni. Altri guai per il pentito Ciro De Simone, finito a processo assieme a Luigi Orilia, Antonio Di Muro, Diego e Annarita Minella e Giuseppe De Simone. Tutti assolti gli altri. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Antonio Boffa e Pierluigi Spadafora. 

I fatti incriminati risalgono al 2011 quando De Simone fu coinvolto in una rissa in via Roma a causa di una donna, Annarita Minella, la quale dichiarò di aver avuto con De Simone una relazione poi interrotta. Quella sera della rissa la Minella avrebbe incontrato in un locale del centro De Simone assieme alla moglie: i due l’avrebbero provocata e i suoi amici avrebbero reagito. Nacque una rissa, interrotta dalle forze dell’ordine che identificarono i partecipanti. Annarita Minella fu accompagnata in ospedale e denunciò che anche due mesi prima De Simone l’avrebbe malmenata, facendo poi appiccare il fuoco all’auto del fratello. L’incendio avvenne, secondo la ricostruzione, nei pressi dello stadio Arechi e fu fatta esplodere una tanica di benzina vicino alla vettura, una Lancia Y. Responsabilità, queste , tutte riconosciute al solo De Simone. 

Gola profonda della malavita organizzata salernitana, Ciro De Simone, si è pentito dopo l’arresto eseguiti nei confronti del clan Stellato. È stato lui, in questi anni, a raccontare i retroscena di una serie di episodi che si sono verificati in città: dalla verità che ha fatto riaprire e condannare i responsabili dell’omicidio di Donato Stellato, alle rapine messe a segno nel capoluogo da Villacaro e compagni
Venerdì 23 Febbraio 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 23-02-2018 08:28
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