Patto Giffoni-UniSa, Gubitosi inaugura l'anno accademico di Scienze della Comunicazione

Roberto Parente, Claudio Gubitosi, Annibale Elia, Virgilio D'Antonio
di Barbara Landi

“Io sono Giffoni”: un’idea, un’intuizione, un brand, ma soprattutto un percorso identitario che aggrega milioni di giovani di tutto il mondo. “Ho osato fare ciò che è impossibile”, racconta Claudio Gubitosi, direttore e fondatore di Giffoni Experience, mostrando in anteprima agli studenti dell’università di Salerno il docu-racconto proiettato a Washington nelle scorse settimane, dopo la consacrazione dell’accademia mondiale a case history di successo, studiato dall’èlite universitaria globale. Delinea così la storia e anticipa gli scenari futuri di un’idea nata a sud dell’Italia: “Ero un emerito sconosciuto, un 18enne improvvisato e audace, cresciuto fuori da qualsiasi humus culturale - sottolinea – Ho mostrato il potere devastante di una periferia del mondo, che può essere globale e locale. Perché si parla di Giffoni? Perché c’è, esiste, cresce, vola e sogna. Se oggi le mie parole possono suscitare in voi studenti voglia di fare, di osare e di guardare oltre, io non potrò che essere fiero ed orgoglioso”.

Sulla “galassia Giffoni” si concentra la lectio del direttore Gubitosi, per la prima volta in assoluto ospite d’onore per l’inaugurazione dell’anno accademico del corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Un rapporto che si intensifica, nato dalla profonda amicizia tra Gubitosi e Annibale Elia, direttore del dipartimento di Scienze Politiche sociali e della comunicazione: due amici, ma soprattutto due visionari accomunati dal dono della lungimiranza. “Tutto si fa solo ed esclusivamente per i ragazzi a cui vogliamo veramente bene”, insistono i due stretti in un abbraccio. “Gubitosi ci trasmette la forza della volontà sulla passione e lo dico da creatore di un sogno, dando vita a Scienze della Comunicazione– spiega Elia – Oggi Claudio può darci un contributo con la sua creatività. Le esperienze vincenti devono essere difese ogni giorno perché sono un esempio metodologico fondamentale”. Interviene non da rettore, ma da padre Aurelio Toimmasetti, riportando l’immagine del Giffoni attraverso lo sguardo dei due figli piccoli, membri della giuria. “È un privilegio enorme per me essere qui ad incontrare le matricole spinto dall’amore e dall’affetto di chi 27 anni fa ha intercettato le risorse creative per dar vita al primo corso di studi in Comunicazione – insiste Gubitosi – Due su tre dei miei vice direttori provengono dall’università di Salerno. È solo il primo di un lungo cammino da compiere insieme. Sarò tra i banchi, desidero incontrare voi ragazzi in un contatto fisico, empatico. Una coincidenza straordinaria, in un ponte tra Washington e Salerno. Dobbiamo immaginare cosa fare insieme nei prossimi tre anni, mentre ci avviciniamo al primo gennaio con l’avvio della triennale Giffoni 2018-2020, che ci accompagnerà ai 50 anni del Festival. Il contatto con la realtà è decisivo e l’incontro di oggi ci consente una lettura del territorio. Com’è brutto essere stranieri a casa propria, ma non è mai troppo tardi. Oggi dobbiamo parlare di presente e di futuro”.

Le tre anime del Giffoni vengono ripercorse dal professore Roberto Parente, direttore del Lisa Lab, il laboratorio di imprenditorialità innovativa e spin-off UniSa: un’evoluzione temporale da Festival, ad Experience per trasformarsi in Opportunity. “Cos’è Giffoni? È condivisione. La nostra è una sollecitazione alla vita, che è bella e va vissuta con orgoglio. Per questo nel 2009, con tutti i rischi, ho cancellato il festival per aggiungere l’experience con la connotazione filosofica che si porta dentro. Ora è tempo della macchina della creatività. Voglio essere concreto. La nostra triennale vi accompagnerà al 2020, quando il Giffoni compirà i suoi 50 anni per poi distruggersi e rinascere nella sua nuova espressione. Metteremo insieme la nuova squadra di collaboratori, sul leitmotiv definito di “Natura, Uomo e Ambiente”. Il tema della prossima edizione, infatti, sarà l’Acqua. Giffoni è un’idea viva, la sfida è stata non arrendersi all’incuria degli altri. Con pazienza dopo 32 anni siamo riusciti a creare la cittadella e la Multimedia Valley. Non ponete mai limiti alle vostre capacità”.

Visione, sfida, perseveranza, pazienza, ascolto e una rinnovata sinergia con l’università che si tradurrà in stage e tirocini. “C’è un dialogo a distanza tra Scienze della Comunicazione e il festival – sottolinea Virgilio D’Antonio, presidente del corso di laurea - È la realtà più importante dal punto di vista mediatico ed un’eccellenza mondiale. Giffoni sarà al centro della facoltà. La Multimedia Valley può essere un riferimento per i giovani e per i docenti, sia per usufruire dell’accelleratore d’impresa per i progetti di ricerca che per supportare le imprese. Oggi potremmo ridefinire il nostro dipartimento Scienze della comune intuizione”. E all’orizzonte per Gubitosi anche una metropolitana leggera Giffoni-Salerno-campus: “Tutti mi prendono per pazzo, ma io sono convinto che tra 10 anni ce l’avremo. Il mio compito è stimolare i giovani. Spero di avervi nel mio team dal 2021”.
Giovedì 30 Novembre 2017, 12:01 - Ultimo aggiornamento: 30-11-2017 12:01
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