Ospizio lager, operatori condannati
ma sono già tornati al lavoro

di Petronilla Carillo

Quasi diciotto anni di pena, 17 anni e otto mesi per la precisione, le condanne inflitte ieri in abbreviato dal gup Piero Indinnimeo a carico di undici persone indagate con l’accusa di maltrattamenti continuati aggravati nei confronti di anziani e minorati psichici. La vicenda è quella della ospizio lager di Acerno per i cui indagati già in fase di indagini preliminari, il pm Francesca Fittipaldi aveva chiesto il carcere. In sede di udienza preliminare, comunque, hanno scelto tutti riti alternativi godendo così dei benefici ad esse connessi: quasi tutti gli abbreviati, eccetto due che hanno preferito il patteggiamento. 

Queste, dunque le condanne: un anno e otto mesi per Salvatore Di Nicola, Raffaele Pecoraro, Domenica Frasca, Annarita Cianciulli, Pierina Capone, Alfonsina Rubino, Giuseppe Guazzo, Antonio Vasso; un anno e quattro mesi per Gerardina Giudice; un anno per Dorina Meta e Donatella Luciano. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Ancarola, Rizzo, Mancino e Cerrone. Più che una udienza preliminare quella che riguardato la vicendo dello ospizio lager ha avuto i contorni di un vero e proprio dibattimento con la visione di tutti i filmati incriminati per capire fino a che punto si potesse parlare davvero di maltrattamenti e, in questo caso, anche la loro portata. Un lungo percorso durante il quale è venuta a cadere la richiesta del pm di valutare l’ipotesi di omicidio colposo per alcuni indagati a causa del decesso di una donna anziana. Ricordiamo che altre due persone avevano da subito chiesto e ottenuto il patteggiamento con condanne di un anno e nove mesi ciascuno. Ma la particolarità di tutto ciò è che non tutte le vittime si sono costituite parti civili mentre molti dei dipendenti, che erano stati sospesi, sono ora tornati lì a lavoro. 
Giovedì 7 Dicembre 2017, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 08:51
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