Omicidio della prostituta, muratore
tradito dal Dna sugli orecchini

di Nicola Sorrentino

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Sono state le tracce di Dna sugli anellini di Nikolova Temenuzhka ad incastrare il suo omicida, Carmine Ferrante. Lo dicono i giudici della Corte d’Appello di Salerno, nelle motivazioni della condanna bis per il muratore di Vietri, a 20 anni di reclusione. Il collegio concorda su tutta la linea secondo quanto già espresso in primo grado. Difeso dai legali Bernardina Russo e Agostino De Caro, fu lui ad uccidere la donna, una bulgara di 37 anni che si prostituiva tra Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino. La vittima fu uccisa tra il 12 e il 13 agosto 2016, ma le cause della morte, così come fu per il primo giudizio, non sono state mai chiarite. I giudici parlano di “cause violente”, forse uno strangolamento. Ma restano i dubbi, viste le condizioni del corpo della donna, ritrovato in decomposizione dopo quasi sei giorni dai fatti. Ad incastrare l’imputato non solo le tracce di Dna sugli orecchini indossati dalla donna, e trovati nella sua auto.
Venerdì 12 Ottobre 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2018 07:15
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1 di 1 commenti presenti
2018-10-12 07:11:19
Povere prostitute prima recipienti di umori corporali maschili e poi ammazzate come cane

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