Odori maleodoranti, sequestrato impianto di depurazione a Mercato San Severino

di Nicola Sorrentino

MERCATO SAN SEVERINO. Sversamenti illeciti ed emissioni maleodoranti, scattano 9 denunce e il sequestro di un depuratore a Mercato San Severino. I carabinieri del Noe, dietro indagine della Procura di Nocera Inferiore, hanno ispezionato l’impianto ubicato nella frazione di Costa, accertando violazioni in materia ambientale. Dopo un'ispezione a giugno scorso, era emerso che l’impianto scrubber non era attivo né funzionante, i locali destinati ai trattamenti erano risultati non in depressione e gli interventi migliorativi imposti dalla Giunta regionale erano stati realizzati solo parzialmente, con l’evidente diffusione di miasmi maleodoranti in atmosfera. Le varie fasi della depurazione delle acque reflue urbane non erano quindi assistite da idonei impianti di captazione e trattamento delle emissioni maleodoranti, generando l’immissione in atmosfera di odori nauseabondi che hanno provocato evidenti disagi ai residenti delle aree limitrofe al depuratore. All’esito degli accertamenti, da cui è scaturita la denuncia dei responsabili, il Gip del tribunale di Nocera Inferiore ha emesso un decreto di sequestro preventivo dell’intero impianto.

Ulteriori controlli sono stati effettuati dai carabinieri anche presso gli opifici industriali ubicati nei comuni di Montoro, Fisciano e Mercato San Severino. In particolare presso le industrie conserviere, insistenti nelle aree industriali ricadenti lungo il territorio attraversato dai torrenti Solofrana e Cavaiola. Gli inqiurenti hanno eseguito campionamenti in prossimità dei rispettivi impianti depurativi, relativamente ai quali, sono in corso analisi di laboratorio. Nei giorni scorsi si sono infatti susseguite numerose segnalazioni da parte delle istituzioni locali e dei cittadini residenti nelle aree limitrofe, riguardo sversamenti illeciti nei corsi d’acqua, cui è seguita un’intensificazione degli accessi ispettivi già in atto da parte del personale specializzato del Noe Salerno con l’ausilio di personale tecnico dell’Arpac

Già nelle scorse settimane , il personale specializzato aveva attivato una serie di controlli presso gli impianti industriali dell’area di interesse (essenzialmente rivolti alla lavorazione di marmi, alla realizzazione di macchinari per trivellazione, lavorazione pelli, tipografia, produzione e lavorazione materiale plastico e metallico) che allo stato, hanno già portato alla denuncia di 8 titolari di opifici industriali ritenuti responsabili a vario titolo di aver “stoccato fanghi di depurazione, nonché scaricato in pubblica fognatura le acque reflue industriali e le acque meteoriche di dilavamento dei piazzali suscettibili di contaminazione, in assenza di autorizzazione”. Le indagini sono coordinate dalle procure di Avellino e Nocera Inferiore.
Venerdì 10 Agosto 2018, 15:40
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