Moretti, messa di Natale in ateneo
«Ragazzi, tornate all'essenziale»

Monsignore Luigi Moretti durante l'omelia all'università di Salerno
di Barbara Landi

“Ritornate all’essenziale”: cita Papa Francesco durante l’omelia sua eccellenza monsignor Luigi Moretti, durante la celebrazione della Santa Messa di Natale in ateneo. Essenziale per poter sperimentare la felicità, quindi. “Il mio augurio ai giovani è di vivere lo stupore e la meraviglia del Natale – sottolinea durante l’omelia - Il rischio è che abbiamo omologato anche questo momento. Il tempo di avvento che stiamo vivendo ci dovrebbe accompagnare come una sorta di pellegrinaggio, invece di distrarci per altre cose. È una dignità nuova, una possibilità, un nuovo orizzonte di vita”. Parla di accoglienza, ma soprattutto di Natale come “scuola di umanità”, ponendo al centro la famiglia, per riscoprire la verità delle relazioni e la ricchezza dell’amore: al contrario, sarebbero sono frasi vuote di significato e sterili, secondo Monsignore: “Il Natale ci introduce in questo clima, perché ricevere l’insegnamento di Gesù è garanzia di felicità, sebbene la gente vada a cercarla chissà dove e in cosa: il risultato è che mai come oggi tanta sofferenza che si vive in famiglia. Il problema non è possedere tante cose, non sono gli oggetti, è avere il senso vero della misura – insiste Moretti - Possedere non è un male, è importante che essere capaci di guidare la propria vita, sapendo scegliere e discernere ciò che è più importante e ciò che lo è meno, ciò che serve, altrimenti il pericolo è che si insegua ciò che è effimero e poi si rimane a bocca asciutta ed amara”.

Un momento molto intimo ed intenso, divenuto ormai una tradizione per la comunità dell’ateneo, che si ritrova a cantare i canti natalizi insieme al coro della cappella universitaria, sostenuta da chitarre e violini. “Il campusè un punto importante del territorio della nostra diocesi – spiega monsignore - Una comunità di giovani, dove ci si educa al sapere. Un’esperienza di formazione e poterla condividere per me è molto bello. Una ricchezza”. Speranza, forza, fede, sono i punti cardine intorno a cui si concentra l’omelia, che invita a riempirsi di pienezza di vita ogni volta che ci si guarda allo specchio: “Invece siamo turbati, persi, sconcertati, senza sicurezze – incalza Moretti – A cosa giova guadagnare tutto se poi si perde se stessi? Sentirsi onnipotenti per poi crollare per un niente? Occorre vivere in relazione”. “Viviamo un periodo bello, forte e affascinante che è la preparazione del sinodo mondiale della chiesa sui giovani, in programma per ottobre 2018 – spiega Don Enzo Serpe, responsabile dell’equipe della cappella universitaria – È simbolico per un luogo come l’università. Ci avviamo verso questo cammino e mi piace partire proprio dalla parola “sinodo”, che vuol dire condividere la via, che è poi il senso di questa nostra missione tra i giovani: condividiamo un pezzo di strada con i ragazzi, con i docenti e il personale impegnato nel campus. Esprime il senso di ciò che questo luogo di aggregazione deve essere, ovvero un cammino da compiere insieme”. 
Giovedì 7 Dicembre 2017, 13:24 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 14:27
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