Indagato, dimenticano di eseguire la misura cautelare
quando va in tribunale per chiarimenti lo "arrestano"

di Nicola Sorrentino

NOCERA INFERIORE. Va in tribunale per avere spiegazioni sul perché fosse coinvolto in un processo e scopre che la misura cautelare nei suoi confronti non era mai stata eseguita. E’ quanto capitato a Giuseppe D’Aleo, siciliano di Trapani, coinvolto nella maxi inchiesta della procura di Nocera Inferiore, "Big Boat", concentrata su di un giro di truffe a danno di aziende di trasporto. Quando ieri mattina l'uomo è andato in aula, il giudice ha verificato la sua posizione, scoprendo che il provvedimento cautelare agli arresti domiciliari non era mai stata eseguito. La richiesta della procura, avallata poi dal gip, era stata inoltrata per l’esecuzione all’Interpol. Che non aveva mai eseguito il provvedimento. D’Aleo infatti, si trovava in Grecia per altre vicende. A quel punto, dopo aver chiarito il tutto, l’uomo è stato accompagnato in procura, dopo essere uscito dall’aula "Marcello Torre", per essere formalmente arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. Sconterà la misura nella sua casa a Mazara. Erano 39 le persone raggiunte da misure cautelari nell'indagine ribattezzata "Big Boat", partita nel lontano 2012, con la ricostruzione di un'organizzazione che in nome e per conto di una ditta di autotrasporti con fittizia sede legale a Milano, avrebbe ottenuto da diverse società di autotrasporti del Nord Italia l'affidamento di carichi di merce di ogni tipo. Il meccanismo collaudo prevedeva la scomparsa della merce, con l'aggiudicazione dei servizi grazie a documentazioni fasulle, false referenze e documenti di circolazione. I danni furono quantificati in diversi milioni di euro

 
Mercoledì 17 Maggio 2017, 08:37 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2017 08:37
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