Il presidente dei medici, D'Angelo
«Vaccinazioni necessarie
si può discutere sui tempi»

di Sabino Russo

SALERNO - «I medici no vax non rispettano il codice etico ed è giusto che vadano puniti». Lo dice il presidente dei camici bianchi salernitani Giovanni D’Angelo, che plaude anche all’iniziativa del governatore di incentivare le vaccinazioni, seppure si dice contrario a posizioni territoriali rispetto a principi generali della sanità.
Sui vaccini c’è chi dice che bisogna educare e non obbligare, chi sostiene che 10 vaccinazioni sono inutili e dannose. Molti genitori sono confusi. Ci aiuta a fare chiarezza?
«Non possono esistere dubbi sui valori scientifici e medici. Ci sono dati inconfutabili sull’efficacia dei vaccini e della prevenzione di determinate patologie, alcune delle quali sono estremamente serie, che possono portare anche alla morte. Se parliamo da un punto di vista medico dubbi non ce ne sono, se facciamo riferimento a problematiche di carattere amministrativo-regolamentare allora possiamo discuterne».
A cosa si riferisce?
«A quando farle, come farle, se insieme, associate, singolarmente, far sì che i bambini entrino o meno nelle scuole. Sono tutte problematiche che hanno valenza diversa da quella medica e devono essere risolte tenendo presente il principio fondamentale che tutti quelli che devono essere vaccinati vanno vaccinati. Sono due aspetti che non sono antitetici, semmai sono uno figlio dell’altro. Senza le vaccinazioni, ad esempio, la poliomielite sarebbe ancora presente». 
La provincia di Salerno mostra indici di copertura altissimi, a testimonianza che gli indirizzi sanitari, a tutti i livelli, sono attenti alla questione. C’è sempre una nicchia di camici bianchi cosiddetti no vax. Cosa ne pensa?
«Penso che questi medici dovrebbero rifarsi al giuramento di Ippocrate e anche ai principi etici e deontologici della nostra professione. Nel nostro codice c’è scritto tutto e soprattutto su questo argomento è molto chiaro. Non dovranno sorprendersi se poi verranno prese decisioni sui singoli che sono punitive rispetto a queste prese di posizione, perché non hanno una sostanza scientifica. Non ci si può servire delle eccezioni per confutare la regola. Non possiamo rimettere nella penna di un giudice anche il problema dei vaccini».
Mercoledì 8 Agosto 2018, 06:45
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