Il pacco bomba per l'avvocato
amato da tutti: volevano ucciderlo

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di Petronilla Carillo

Un boato, forte, anzi fortissimo, ha fatto tremare alle 8.15 di ieri mattina le basse case di via fratelli Rosselli in località Macchia di Montecorvino e sconvolto l’intero paese. Le urla di dolore di Giampiero Delli Bovi hanno invece squarciato il silenzio di una zona residenziale della tranquilla località dei Picentini dove la vita scorre in una assoluta normalità, sempre. È un passante a chiedere aiuto: «Correte, correte, hanno ferito Giampiero, l’avvocato», grida. Mentre una negoziante, che ha la cartoleria proprio difronte al civico 155, dove è esplosa la bomba, resta trincerata nel suo negozio sotto choc: è stata la prima ad affacciarsi, a vedere il fumo, a sentire le urla della vittima. 
La macchina dei soccorsi si è messa in moto in pochi minuti: quando il giovane avvocato di 29 anni è stato accompagnato d’urgenza in ospedale, prima a Battipaglia e poi a Salerno, neanche si era accorto di aver perso le mani nell’esplosione di un pacco bomba, indirizzato a lui, e raccolto sul cancelletto della sua abitazione.
Giampiero ieri mattina sarebbe dovuto andare al tribunale di Salerno per una causa civile. Era sceso nel cortile per spostare la sua auto quando ha visto il pacco. Si è avvicinato al cancello, lo ha preso, e rientrando nel portone lo ha aperto. È stato allora che c’è stata l’esplosione che lo ha colpito in pieno. Le sue mani si sono spappolate a causa della deflagrazione, mentre vetri e cancellate sono saltate per aria. Quando è giunto al pronto soccorso del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, i medici lo hanno immediatamente medicato e portato in Rianimazione per evitare che perdesse troppo sangue. Qui lo hanno visitato, si sono accertati che non aveva alcun tipo di lesione interna e lo hanno portato di corsa in sala operatoria di Ortopedia - l’intervento è durato fino alle 16 - dove gli è stata pulita la mano sinistra, ormai monca, e si è cercato di salvargli il metacarpo di quella destra per meglio posizionare una futura protesi. Gli investigatori che lavorano al caso hanno al momento un’unica certezza: chi ha confezionato quell’ordigno voleva far del male a Giampiero, forse addirittura ucciderlo.
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Martedì 19 Giugno 2018, 08:54 - Ultimo aggiornamento: 19-06-2018 10:53
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