Il Castello di Sarno donato al Comune: 9 milioni di euro per recuperarlo

castello Sarno
di Rossella Liguori

Le famiglie Apicella e Paolucci hanno donato al Comune il Castello quale importante monumeto di interresse  storico e turistico. Svetta sulle pendici del monte Saretto con ciò che rimane delle sei torri e delle mura di cinta, il nucleo originario della fortezza risale al VI secolo, ed ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli. È il Castello di Sarno che per i prossimi 30 anni sarà in comodato ad uso gratuito all'ente comunale al fine di consentire all'AmministrazIone di predisporre progettazione per la riqualificazione dell'area circostante per la realizzazione di un parco storico-naturalistico. L'area donata, peraltro, rientra nella zona oggetto di richiesta dei fondi di rotazione istituiti dalla Regione Campania per la esecuzione delle attività di progettazione, le cui graduatorie sono state approvate con decreto dirigenziale regionale n. 2 del 18 gennaio 2017 e dalle quail si rileva che l'intervento di «valorizzazione del parco del Saretto» risulta appostato alla posizione n 673 per un importo dei lavori di oltre 9 milioni di euro.

Attualmente, dell’antico castello permangono i ruderi, con porzioni di mura di cinta e le rovine di sei torri, due delle quali hanno probabili origini romane, mentre le altre risalgono ai periodi longobardo e normanno. Il sito fu punto nevralgico dei conflitti fra Ferrante d’Aragona ed il Conte Francesco Coppola, feudatario del castello. Quest’ultimo infine si arrese e fu condannato a morte. Ferrante d’Aragona, così come Renato d’Angiò e Carlo I contribuirono alla fortificazione ed alla manutenzione della struttura. Il castello diede alloggio al poeta ed umanista Jacopo Sannazzaro, il quale ivi compose il poemetto “Salices”.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15:39 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 15:39
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