La morte di Anna, 30 indagati:
soccorsi lumaca nel mirino

di Nicola Sorrentino

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SCAFATI. Sono due i momenti chiave che la Procura di Nocera Inferiore analizzerà per chiarire le dinamiche sul decesso di Anna Pistol, la 33enne scafatese madre di 5 figli deceduta all’ospedale Andrea Tortora di Pagani il 23 dicembre scorso, dopo tre mesi di ricovero trascorsi tra due ospedali. Il primo momento è quello di un ritardo presunto collegato all’intervento svolto in prima battuta dal personale del 118. Mentre il secondo verte sui motivi del trasferimento presso la rianimazione di Pagani avvenuto da Nocera Inferiore, comunicato con una telefonata al marito senza fornire grossi dettagli. Circostanze contenute nella denuncia sporta dal marito della giovane donna, Angelo, che preferisce non rilasciare dichiarazioni ma limitarsi, al momento, solo a pretendere «chiarezza immediata».

I problemi per Anna erano cominciati il 20 settembre scorso, quando era stata colta da un improvviso malore. Una difficoltà di tipo respiratorio, anticipata da un attacco di panico. L’intervento del 118 non sarebbe stato però immediato: sarebbero trascorsi infatti diversi minuti prima al telefono, con il marito impegnato a chiedere l’invio di un’ambulanza e poi, successivamente, con l’intervento sul posto dei sanitari.

I primi soccorsi alla donna sarebbero stati fatti dalla famiglia stessa e da alcuni vicini. Quando l’ambulanza l’aveva poi trasferita a Nocera, la donna sarebbe andata in arresto cardiaco per diversi minuti. Un tempo lungo - stando alla denuncia - che potrebbe non escludere già il riscontro di un primo errore nella fase assistenziale. Dal 20 settembre al 2 ottobre Anna è rimasta ricoverata presso la rianimazione dell’Umberto I di Nocera Inferiore. Le sue condizioni sarebbero restate critiche fino al nuovo trasferimento a Pagani, con due giorni trascorsi in coma farmacologico. Poi qualche accenno di reazione, con piccoli segni di ripresa.

Eppure, nonostante le rassicurazioni dei medici con il prosieguo del ricovero, le condizioni di Anna non sono mai migliorate. Una delle diagnosi fatte dai due ospedali - anche questo sarà oggetto di verifica investigativa - avrebbe riportato un problema di tipo neurologico. Con l’interessamento a ricercare un posto disponibile presso un istituto di Unità di Risveglio sia in regione Campania che altrove. A dicembre le condizioni della 33enne erano però peggiorate, con il decesso dichiarato il 23 dicembre scorso.

La denuncia è stata sporta ai carabinieri della tenenza di Pagani. Ad aprire il fascicolo d’inchiesta è stato il sostituto procuratore Gaetana Amoruso, che ha iscritto nel registro degli indagati ben trenta persone.
Martedì 2 Gennaio 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 08:10
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