Firma per il Daspo con 5 minuti di ritardo, ma viene assolto: «C'era confusione»

di Nicola Sorrentino

PAGANI. Era stato raggiunto da un Daspo ed aveva apposto la sua firma alla tenenza dei carabinieri con 5 minuti di ritardo. Circostanza che gli era valsa un processo, con la violazione dell'articolo 6 della legge 401 del 1989. Il tribunale di Nocera Inferiore però lo ha assolto, in quanto il ritardo era stato causato solo dal numero elevato di tifosi presenti in tenenza, quel giorno, per lasciare la propria firma. L'imputato, 27enne difeso dall'avvocato Guglielmo Guarracino, avrebbe dovuto firmare sul registro il 1 febbraio 2015, prima della partita Casertana-Paganese. Il sostituto procuratore Daria Cioncada lo aveva citato a giudizio per aver ritardato di 5 minuti, secondo testimonianza degli stessi carabinieri. Il giudice monocratico Leda Rossetti, nella sentenza, si è rifatta tuttavia proprio alla testimonianza dell'unico militare che aveva poi redatto il verbale sulla colpa dell'imputato: "Il teste precisava che era un giorno in cui vi era molta confusione in caserma, dovendo apporre la medesima firma contemporaneamente altre 30 o 40 persone nella medesima situazione dell'imputato". Un ritardo "irrisorio", ha spiegato il giudice, frutto di una "causa non volontaria e non imputabile all'imputato". Che è finito assolto
Martedì 2 Gennaio 2018, 09:04
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