Il compleanno senza zii e cugini
del bimbo di genitori divorziati

di Viviana De Vita

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Oggi spegnerà la sua terza candelina ma, quella festa di compleanno organizzata dal suo papà, un 37enne di Nocera Superiore, avrà un sapore amaro perché a festeggiare il bimbo, all’interno di una piccola sala messa a disposizione dai servizi sociali del Comune di Castel San Giorgio, non potranno esserci né gli zii, né i cuginetti, né nessun altro parente paterno perché il Comune ha respinto l’istanza del padre del piccolo autorizzando l’ingresso alla struttura «solo ed esclusivamente al genitore e, in via eccezionale, ai nonni paterni». Lui è solo un bambino ma è l’ennesima vittima di quella drammatica “guerra fredda” che sempre più spesso si scatena tra ex coniugi che, dopo la rottura del matrimonio, finiscono con l’utilizzare i propri figli come un’arma di ripicca e ritorsioni. 

È un padre disperato quello che, da ormai 3 anni, sta lottando per il riconoscimento del suo diritto alla paternità, diritto che gli viene costantemente negato da quando, appena sei mesi dopo la nascita del bambino, la moglie lo lasciò attraverso un telegramma in cui, andando via con il figlio, gli diceva che avrebbe potuto vederlo tutte le volte che voleva. In realtà non è mai stato così perché la donna, già rinviata a giudizio all’esito di due distinti procedimenti, con l’accusa di mancata esecuzione di un provvedimento emesso dal giudice civile concernente l’affidamento di minori, gli ha sempre impedito di vedere il suo bambino.
Martedì 5 Dicembre 2017, 06:37 - Ultimo aggiornamento: 05-12-2017 06:37
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1 di 1 commenti presenti
2017-12-05 08:55:44
sono tantissimi i papà che vivono quotidianamente sotto ricatto. Spesso donne senza scrupoli ricorrono anche a false denunce per impedire il legittimo diritto da parte di un padre ma anche del bambino di poter trascorrere del tempo insieme. I comportamenti ostativi nei confronti dei padri andrebbe punito con maggiore severità. Esiste purtroppo una sorta di pregiudizio nei confronti dei padri separati o divorziati, si tende nella maggior parte dei casi a valutare con troppa sufficienza un problema sempre più diffuso. Sempre di più sono i casi di padri sotto ricatto, sempre maggiore è il numero delle donne che ricorrono ai mezzi più infimi per allontanare i figli dai padri o ottenere vantaggi di natura economica a discapito proprio dei figli. In tutto ciò le lungaggini dei tribunali non fanno altro che aumentare il disagio e procurare altri danni. Siamo sicuri che il sesso debole sia davvero quello femminile ????

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