Fabbrica Salerno, 29 idee
tra skate park e sedia wi-fi

di Silvia De Cesare

Un concorso che ha stimolato estro e fantasia, che ha esaltato l’amore per la propria città, le sue bellezze e la sua storia, ma ha anche evidenziato le passioni di una generazione under 35 che Salerno vuole viverla, respirarla, abbracciarla. Tra sogno e realtà si è conclusa l’istruttoria delle domande ammissibili al “concorso di idee”, emanato nell’ambito del progetto “Fabbrica Salerno” per giovani interessati a concretizzare il loro concetto di microimpresa. Ieri la pubblicazione della graduatoria ufficiale sul sito del Comune. Sbirciare tra nomi e cognomi è stato un po’ come leggere i quadri di fine anno. Nessuno promosso o bocciato, solo una classifica dei ventinove partecipanti: una scorsa di progetti che dal basso verso l’alto conduce al vincitore. Si chiama Gaetano Francesco D’Ambrosio, gli amici lo conoscono come Doddo, il ragazzo sullo skate, che non poteva che progettare e proporre il suo “Skate Park con area polisportiva”.


Ci lavora da due anni. Ha immaginato una Salerno in stile Barcellona, una città che si gode il suo mare e la sua spiaggia come Bondi Beach. Ha messo su carta il sogno di uno spazio polisportivo e polivalente, per un pubblico dai cinque ai sessant’anni. Come? Con cinque aree: una dedicata allo skate, tra l’altro sport a tutti gli effetti pronto per Tokio 2020, un’altra allo street basket, area writer, fitness ed anche barbecue. «Ho immaginato tutti questi spazi – spiega il vincitore -come luoghi sfogo. I writer per esempio sono tantissimi e hanno bisogno di esprimere la propria arte invece di imbrattare le pareti cittadine. Per loro ho progettato una parete alta due metri e mezzo e lunga venti da ripristinare di tanto in tanto. Tutti abbiamo bisogno di una chance per liberare le nostre attitudini. Sono partito dallo skate, il mio mezzo di locomozione. Se sono stressato mi distende, come tutti gli sport di scivolata è uno stile di vita che va rispettato e che rispecchia parecchie persone». Doddo ha indicato anche degli spazi: Crescent, sottopiazza Concordia e Carnale, terrazza sul Lungomare Marconi originariamente per un mercato etnico mai realizzato, Parco Pinoccio e Mercatello. Al secondo posto Bruno Angie con “A.B. Couture”, un’attività di recupero di stoffe per la realizzazione di abiti nuovi. Medaglia d’argento a Giulio Davino e la sua “Coming Out – Fuori dal sacco fumettisti e illustratori”, che con la sua squadra ha proposto l’idea di fare attività promozionale attraverso il fumetto. A seguire Davide Bozzo con la “Sedia Sell”: tra design e tecnologia la sedia, per spazi esterni ed interni, è accessoriata di ripetitore wi-fi e caricatore cellulare. Al quinto posto Deborah Luigia De Chiara con la “Produzione artigianale gluten free”. La differenza rispetto alle realtà già esistenti sta nella farina, anch’essa già senza glutine che dà quindi vita ad un prodotto e più ricercato.
Giovedì 18 Maggio 2017, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 17 Maggio, 20:59
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