La crociata del sindaco: elemosina vietata davanti a chiese e supermarket

Eboli- divieto di chiedere l'elemosina in strada
di Francesco Faenza

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 A chiedere l'elemosina, da oggi, si rischia una multa di 150 euro. A Eboli la crociata è partita ieri. Il sindaco Cariello non vuole più vedere poveracci e questuanti davanti le chiese, davanti ai supermercati, nei pressi dei centri commerciali e nel quartiere dove vive e dove ogni sabato si tiene il mercato. Sono troppi, sono tanti, chiedono i soldi con insistenza, spaventano i vecchietti, intimoriscono le donne, fanno paura ai bambini. 
Per questo motivo, i "poveracci" verranno multati dai vigili urbani e allontanati dai luoghi pubblici dove si fermano. Via i neri, via gli zingari, via anche i venditori di calzini. Eboli città sicura, pulita, senza pressioni, senza paure. Il provvedimento dal sapore salviniano arriva alla fine di un mese difficile, con decine di scippi, qualche rapina, furti in diversi quartieri e sicurezza pubblica a picco. La colpa non è dei questuanti, ma si inizia da loro. Via gli zingari dal viale Amendola, via i rom dal sagrato delle chiese, via i neri davanti ai supermercati e dal centro commerciale. 
Nell'ordinanza firmata nel giorno di Carnevale, il sindaco appare preoccupato: "spesso il modo di chiedere l'elemosina è troppo opprimente". Chi ha fame, chi vende i calzini, chi cerca soldi, dovrà fare la questua altrove. A Eboli, è vietata e punita. 
Come i vigili urbani possano riscuotere le contravvenzioni rappresenta un mistero. Sequestreranno il bicchiere di plastica con la questua? Si approprieranno del cartone o del cappello sistemato sul marciapiede? Prenderanno in pegno il cane del clochard? 
Eboli, città di divieti. Anni fa, il sindaco Melchionda recintò l'area intorno agli impianti sportivi, vietando alle coppiette di appartarsi in macchina. Figuraccia nazionale, di cui si parla da quasi un decennio. In litoranea, invece, è vietato camminare con abbigliamento discinto, oltre che fermarsi con le prostitute a caccia di piaceri sessuali. 
Ci sono poi le ordinanze mai applicate: il divieto di vendita della frutta sui marciapiedi (non c'è fruttivendolo che lo rispetti), il divieto di vendere la birra nelle bottiglie di vetro durante le ore serali (non c'è barista che lo rispetti), il divieto di installare i condizionatori nel centro storico (qualche residente preferisce ancora il ventilatore). Tra questuanti da multare e fruttivendoli da contravvenzionare, i prossimi giorni saranno davvero complicati per i vigili urbani. Nella speranza che prima o poi vengano fermati anche i protagonisti dei furti e degli scippi dell'ultimo mese, quello si, il vero incubo degli ebolitani.  
 
Mercoledì 14 Febbraio 2018, 08:33
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