Concorso beffa, 60 prof
pagati ma senza cattedra

di Gianluca Sollazzo

Pazza scuola. Sono stati assunti poco meno di un anno fa e già si trovano in esubero. Senza una classe e senza una sede stabile, rischiano adesso di togliere posti ai futuri assunti. Una parte del contingente dei posti che saranno liberati nel Salernitano dai 108 pensionamenti che scatteranno nella scuola primaria, rischia di essere riempito dai docenti già di ruolo che hanno ottenuto ordinanza di trasferimento dal nord. In pratica è una beffa. Sono 60 le maestre che hanno strappato in sede di Tribunale del lavoro un insperato salvagente per non andare ad insegnare nelle scuole del centro nord. Per loro è scattata la sospensione dei trasferimenti in attesa del giudizio di merito che si terrà tra settembre e dicembre prossimi.


Nelle more delle decisioni definitive, questi insegnanti devono restare a Salerno. Ma questo finisce per creare non pochi grattacapi a precari in attesa di assunzione. Perché per sistemare in appoggio provvisorio i docenti con ordinanza vanno recuperati dei posti in sovrannumero. Questo rappresenta senza dubbio un freno alle nuove assunzioni dopo gli attesi pensionamenti. Perciò nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico provinciale ha chiesto al Ministero dell’Istruzione indicazioni su come gestire adesso la grana docenti in attesa di giudizio di merito per i presunti errori compiuti dal cervellone informatico dei trasferimenti di inizio anno scolastico. Il parere del Miur potrebbe finalmente chiarire il destino dei prof ritornati a casa ma senza sede.

I docenti che hanno contestato i criteri di assegnazione dei posti in Lombardi, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna, sono ritornati ad anno in corso. Ma con una pesante ripercussione per gli organici delle scuole di Salerno: per loro non c’è e non ci sarà fino alla fine dell’anno una sede stabile e una classe definitiva. E intanto le ordinanze aumentano. Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico provinciale, guidato da Renato Pagliara, ha dovuto dare esecuzione a ben 3 ordinanze cautelari emesse dai giudici del lavoro di Roma, Forlì e Monza, favorevoli a tre maestre salernitane che chiedevano il blocco dei trasferimenti assunzionali al centro nord per errori compiuti dal cervellone ministeriale nella attribuzione delle sedi. Tre ordinanze che fanno salire a 60 in meno di cinque mesi i provvedimenti cautelari sfavorevoli all’amministrazione scolastica.
Lunedì 20 Marzo 2017, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 22:50
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