Mamma condannata: vendeva
la figlia 13enne per farla prostituire

di Nicola Sorrentino

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CASTEL SAN GIORGIO. Avrebbe venduto la figlia 13enne per farla prostituire: i giudici in Appello confermano la pena per la madre a 7 anni di carcere. L'imputata è una 43enne di Castel San Giorgio. La pena è stata confermata anche per un piastrellista di 63 anni, indicato come cliente abituale della minore, oltre che amico della madre. Dovrà scontare 9 anni e 4 mesi di carcere, accusato di violenza sessuale su minore e sfruttamento della prostituzione. Fu la nonna, dopo uno scontro con la nuora, a far scattare le indagini, con una confidenza fatta ai carabinieri. La piccola veniva offerta dalla madre a clienti occasionali. Per quasi un anno almeno due persone, con il consenso della madre, avrebbero fatto sesso con una ragazzina di 13 anni, in cambio di soldi e regalie varie. L’indagine ricostruita dal sostituto procuratore Elena Guarino abbraccia un periodo compreso tra il 2015 e febbraio 2016, nei comuni di Castel San Giorgio e Roccapiemonte. L'uomo e la madre della piccola si erano conosciuti in casa durante dei lavori. Proprio lui, approfittando della situazione di «indigenza» di quella famiglia, aveva cominciato ad entrare in confidenza con la donna. Da lì, in cambio di soldi e sigarette era poi riuscito a consumare rapporti sessuali con la figlia, una minore di 13 anni che da un momento all’altro aveva cominciato anche a mutare il suo stile di vita, oltre che l’atteggiamento, atteggiandosi a donna matura e vestendo abiti più consoni per una persona adulta. I carabinieri registrarono diversi incontri consumati tra casolari e baracche ubicati lungo l’asse Castel San Giorgio-Roccapiemonte-Casali. Scoprendo, successivamente, l’ingresso in scena anche di altre persone.
Giovedì 6 Dicembre 2018, 15:27
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